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Il caso

Neonato con 39 di febbre, notte di paura tra farmacie chiuse e Guardia medica irraggiungibile

Teramo, la vicenda si è verificata nelle prime ore della notte: il racconto del padre

Foto in Ia
Foto in Ia
di Giancarlo Falconi
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COSTA TERAMANA. Farmacie di turno irraggiungibili, Guardia medica senza risposta e un neonato con la febbre alta. È il racconto di una notte che un padre della costa teramana difficilmente dimenticherà e che oggi solleva interrogativi sull'effettiva operatività della rete di assistenza sanitaria territoriale nelle ore notturne.

La vicenda si è verificata nelle prime ore della notte e ha avuto come protagonista un bambino di appena cinque mesi e mezzo colpito da febbre alta, fino a 39 gradi, accompagnata da ripetuti episodi di vomito.

Intorno alle 2 del mattino i genitori cercano di intervenire con la Tachipirina liquida già presente in casa, ma ogni tentativo di somministrazione risulta vano perché il piccolo rigetta il farmaco. Da qui la necessità di reperire con urgenza delle supposte.

Consultando le indicazioni disponibili online, il padre individua due farmacie di turno lungo la costa teramana. Le contatta ripetutamente, senza ottenere alcuna risposta. Decide quindi di raggiungerle personalmente, ma una volta sul posto trova entrambe le strutture chiuse. In uno dei casi è presente un display con i medesimi recapiti telefonici consultati in precedenza, ma anche le ulteriori chiamate restano senza esito.

Con il trascorrere dei minuti aumenta la preoccupazione. L'uomo si dirige quindi verso la Guardia Medica. Trova la struttura illuminata, ma senza possibilità di accesso. Un cartello invita a contattare telefonicamente il servizio. Anche in questo caso, però, i tentativi risultano inutili. Secondo quanto riferito, vengono effettuate almeno sei chiamate consecutive senza ricevere risposta.

Alle 2.46 il padre contatta il 118. La telefonata, riferisce, è registrata. L'operatore conferma che il numero corretto da chiamare è proprio quello della Guardia Medica che da tempo sta tentando inutilmente di raggiungere.

La ricerca di assistenza prosegue lungo la costa. Durante gli spostamenti sulla Statale 16 l'uomo viene fermato da una pattuglia dei Carabinieri. I militari, notando il suo stato di agitazione, si informano sulla situazione e, dopo aver verificato il registro delle chiamate effettuate, provano a loro volta a contattare i numeri indicati senza riuscire ad ottenere risposta.

Fortunatamente la situazione si risolve poco dopo. La moglie riesce infatti a somministrare la Tachipirina liquida al bambino, consentendo una progressiva riduzione della febbre e facendo rientrare l'emergenza.

Resta però il senso di una vicenda che, pur conclusasi senza conseguenze, lascia aperte diverse domande. «Cosa sarebbe successo se si fosse trattato di una situazione più grave?», si chiede il genitore, richiamando l'ipotesi di una crisi respiratoria, di una reazione allergica o di una convulsione febbrile.

Più che una denuncia, la sua viene presentata come una richiesta di verifica e chiarimento. Per quale motivo le farmacie indicate come reperibili non rispondevano? Perché il numero della Guardia Medica è rimasto irraggiungibile nonostante i ripetuti tentativi di contatto? E quali strumenti di assistenza sono concretamente disponibili per una famiglia che affronta un'emergenza sanitaria nel cuore della notte?

Interrogativi che ora vengono rivolti agli enti competenti affinché venga accertato quanto accaduto e, se necessario, adottate le misure utili a garantire l'efficienza di servizi essenziali per la sicurezza dei cittadini. Perché quando la salute di un bambino è in gioco, ogni minuto può fare la differenza.