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Il caso

Lite familiare a Castel Castagna, il 22enne ora indagato anche per omicidio preterintenzionale

Domani, 24 luglio, ci sarà l'autopsia sul corpo del nonno 87enne deceduto dopo la violenta lite: resta indagata anche la zia che ha sferrato la coltellata

Il tribunale di Teramo
Il tribunale di Teramo
di Tito Di Persio
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TERAMO. L'inchiesta sulla violenta lite familiare avvenuta nei giorni scorsi a Castagna Bassa, nel comune di Castel Castagna, cambia radicalmente scenario. Dopo la morte dell'87enne Dante Di Francesco, deceduto all'ospedale "Mazzini" di Teramo in seguito alle conseguenze della caduta riportata durante il tentativo di sedare la rissa tra la figlia e il nipote, la Procura della Repubblica di Teramo ha notificato un avviso di garanzia per omicidio preterintenzionale al 22enne rimasto gravemente ferito nel corso della colluttazione.

Si tratta di un atto dovuto, disposto dal sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo, in vista dell'autopsia, un accertamento tecnico irripetibile che consentirà alle parti di nominare propri consulenti. Ma, al di là dell'aspetto procedurale, la nuova contestazione segna un passaggio decisivo nell'inchiesta e apre uno scenario investigativo decisamente più complesso.

La ricostruzione

Secondo la prima ricostruzione formulata dagli investigatori, l'anziano sarebbe intervenuto per difendere la figlia, la 55enne poi finita anch'essa in ospedale con una profonda ferita alla testa provocata da un piatto in ceramica. In quei concitati momenti, Dante Di Francesco sarebbe stato spintonato dal nipote, cadendo rovinosamente a terra e riportando la frattura del femore. Ricoverato al "Mazzini", le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al decesso avvenuto nelle scorse ore.

È proprio su questo presunto nesso tra la spinta e la morte dell'anziano che si fonda, allo stato attuale, l'ipotesi di omicidio preterintenzionale, prevista dall'articolo 584 del Codice penale, che punisce chi provoca involontariamente la morte di una persona nel corso di un'azione violenta diretta a cagionare un evento meno grave, come le lesioni personali.

La ricostruzione dei fatti si basa, per ora, sulle testimonianze raccolte dai carabinieri della Compagnia di Teramo, in particolare su quelle della zia, degli anziani nonni e dello stesso 87enne, ascoltato subito dopo la lite quando era ancora ricoverato in ospedale. Agli atti manca però ancora quella che potrebbe rivelarsi la testimonianza più importante: quella del 22enne.

Il giovane, infatti, è ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Teramo dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la coltellata al torace che gli ha perforato un polmone sfiorando il cuore. Le sue condizioni sono migliorate, tanto che è stato dichiarato fuori pericolo, ma al momento non sarebbe ancora nelle condizioni di sostenere un interrogatorio. Gli investigatori attendono il via libera dei medici per poter raccogliere la sua versione dei fatti e confrontarla con quanto dichiarato dagli altri protagonisti della vicenda.

L'autopsia sulla salma di Dante Di Francesco, posta a disposizione dell'autorità giudiziaria, sarà eseguita nella giornata di domani dal medico legale Donatella Fedeli, incaricata dalla Procura di Teramo. L'esame dovrà chiarire le cause esatte del decesso e soprattutto accertare se esista un rapporto diretto tra la caduta avvenuta durante la colluttazione e la morte dell'anziano. Si tratta di un passaggio investigativo fondamentale, dal quale potrebbero emergere elementi determinanti per il prosieguo dell'inchiesta.

Gli indagati

Prima del decesso del nonno, il 22enne era già stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di lesioni personali per aver colpito la zia con un piatto in testa. A questa contestazione si aggiunge ora quella ben più grave di omicidio preterintenzionale.

Resta indagata anche la zia, alla quale la Procura contesta il reato di lesioni aggravate per la coltellata sferrata al nipote. La donna ha sempre sostenuto di aver agito nel tentativo di difendersi dall'aggressione.

Gli inquirenti stanno inoltre cercando di chiarire che cosa abbia fatto scattare la violenta lite. Al momento non sono emerse motivazioni precise né risultano precedenti episodi di particolare conflittualità all'interno della famiglia, circostanza che rende ancora più difficile comprendere le ragioni dell'esplosione di violenza.

Secondo quanto ricostruito finora, durante quei drammatici momenti anche la nonna avrebbe cercato di fermare il nipote colpendolo con il proprio bastone. Nonostante la grave ferita riportata al torace, il giovane sarebbe poi riuscito a salire sul proprio scooter, percorrendo alcune centinaia di metri prima di perdere i sensi a causa della forte emorragia. A dare l'allarme è stata la stessa zia che, uscita dall'abitazione dopo la colluttazione, ha chiesto aiuto ai vicini facendo intervenire il 118 e i carabinieri.

L'inchiesta entra ora nella sua fase più delicata. Saranno l'autopsia, gli accertamenti medico-legali, le consulenze tecniche e soprattutto la testimonianza del 22enne a consentire alla Procura di ricostruire con esattezza quanto accaduto quella sera e di definire le responsabilità penali dei protagonisti di una tragedia che ha profondamente scosso l'intera comunità di Castel Castagna.