L'incidente
Teramo, medico ed ex consigliere comunale investito in viale Crucioli
di Giancarlo Falconi

CASTELLALTO. Una strada provinciale o statale, le auto in transito e, sul ciglio della carreggiata, un bambino di circa cinque anni che corre da solo. Una scena inattesa e potenzialmente drammatica, davanti alla quale diversi automobilisti avrebbero continuato il proprio percorso senza rallentare o fermarsi.
Donato e Ilaria, marito e moglie, hanno invece compreso immediatamente il pericolo. Senza lasciarsi prendere dall’agitazione, hanno accostato, raggiunto il piccolo e lo hanno rassicurato con delicatezza, stringendolo in un abbraccio e allontanandolo dalla strada.
Il bambino, figlio di una coppia emigrata dal continente africano e con alcune fragilità di carattere emotivo, si era allontanato da casa approfittando di pochi istanti. Secondo quanto ricostruito, mentre la madre si trovava in bagno, il piccolo sarebbe riuscito ad aprire la zanzariera e a uscire dall’abitazione, arrivando fino al ciglio della strada.
Donato e Ilaria non si sono limitati a metterlo al sicuro. Sono rimasti con lui per tutto il tempo necessario e lo hanno accompagnato alla stazione dei Carabinieri di Castelnuovo al Vomano, dove hanno trovato militari capaci di affrontare la situazione con empatia, sensibilità e umanità.
Fondamentale anche la collaborazione della Polizia Locale, che ha preso parte alle ricerche e alle verifiche fino al ritrovamento dei genitori e al ricongiungimento del bambino con la propria famiglia.
Per Donato e Ilaria sono state ore sottratte ai loro impegni quotidiani, affrontate però con naturalezza, senza cercare visibilità o riconoscimenti. Alla fine è rimasto il sorriso del piccolo, insieme al sollievo dei genitori dopo momenti di comprensibile paura.
Il loro gesto meriterebbe ora un riconoscimento ufficiale da parte del Comune di Castellalto. Non soltanto perché ha evitato un possibile incidente, ma perché rappresenta un esempio concreto di senso civico, responsabilità e vicinanza umana.
In una società spesso attraversata da diffidenze e distanze, Donato e Ilaria hanno scelto di fermarsi. Quel bambino non era loro figlio, ma in quei minuti è diventato il figlio di un’intera comunità. Ed è proprio da gesti come questo che nasce la parte migliore di un territorio: quella capace di proteggere, accogliere e trasformare un semplice abbraccio in un autentico ponte culturale.