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Il dossier

Gara per il ripristino post-incidente, arrivano 300 pagine al Comune di Teramo: «Sospendere la procedura in autotutela»

La contestazione riguarda la procedura aperta indetta dal Comune per l’affidamento in concessione del servizio di pulizia della piattaforma stradale e di ripristino delle condizioni ambientali eventualmente compromesse in seguito agli incidenti

Gara per il ripristino post-incidente, arrivano 300 pagine al Comune di Teramo: «Sospendere la procedura in autotutela»
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Circa 300 pagine di documentazione saranno protocollate questa mattina al Comune di Teramo per chiedere la sospensione in autotutela della gara relativa al servizio di ripristino post-incidente. Un dossier che, secondo quanto annunciato dall’operatore economico che contesta la procedura, conterrebbe elementi ritenuti sufficienti per fermare l’iter e procedere a una nuova verifica amministrativa ed economica.

In assenza di un intervento da parte di Palazzo di città, la vicenda potrebbe essere sottoposta all’attenzione della autorità giudiziaria secondo le competenze, affinché venga valutata la correttezza degli atti e dell’intero procedimento.

La contestazione riguarda la procedura aperta indetta dal Comune per l’affidamento in concessione del servizio di pulizia della piattaforma stradale e di ripristino delle condizioni ambientali eventualmente compromesse in seguito agli incidenti.

L’operatore economico aveva già trasmesso un’istanza con la quale chiede l’annullamento in autotutela del bando e degli atti collegati o, in subordine, la revoca della procedura. Viene inoltre sollecitata la sospensione della gara in attesa degli accertamenti richiesti, insieme all’accesso alla documentazione amministrativa utilizzata per determinarne il valore.

Al centro della contestazione c’è la stima economica della concessione, quantificata dal Comune in 132.227,57 euro per quattro anni, oltre a un’eventuale proroga di sei mesi. Il valore annuo risulterebbe quindi pari a circa 29.384 euro.

Secondo quanto sostenuto nell’istanza, il calcolo sarebbe stato effettuato sulla media delle fatturazioni relative agli anni dal 2022 al 2025, applicando però un criterio che non rappresenterebbe il fatturato effettivamente generato dal servizio.

I tempi di liquidazione dei sinistri da parte delle compagnie assicurative, infatti, possono protrarsi per mesi o anni. Dal conteggio potrebbero quindi essere rimaste escluse pratiche già aperte, quantificate e oggetto di richiesta di pagamento, ma non ancora materialmente riscosse.

La ricostruzione dell’operatore economico si fonda anche sulle dichiarazioni di alcuni fornitori locali che avrebbero lavorato per il concessionario uscente. Nel quadriennio compreso tra il 2022 e il 2025, i costi sostenuti nei confronti di due soli fornitori ammonterebbero complessivamente a 210.383 euro al netto dell’Iva, pari a oltre 52.500 euro all’anno.

Una somma che, secondo l’istanza, supererebbe del 79 per cento il valore annuo attribuito dal Comune all’intera concessione. Nella documentazione si evidenzia inoltre che uno dei fornitori avrebbe fatturato oltre 166mila euro per il ripristino delle pertinenze stradali, mentre un secondo avrebbe effettuato 271 interventi di pronto intervento e pulizia.

Tra i casi richiamati figura quello della passerella pedonale sul torrente Vezzola, danneggiata nell’aprile del 2025 dal transito di un furgone. Il computo metrico redatto nel settembre dello stesso anno avrebbe quantificato in 83.388,93 euro le lavorazioni necessarie per il ripristino.

Successivamente, attraverso una lettera accompagnata da una deliberazione di Giunta, sarebbe arrivata la conferma di un importo pari a circa 75mila euro.

Un singolo intervento avrebbe dunque un valore nettamente superiore rispetto alla stima annuale dell’intera concessione e pari a una parte consistente dell’importo previsto per tutti i quattro anni e mezzo dell’affidamento.

Nell’istanza viene inoltre sottolineato che la passerella risulterebbe ancora interdetta al transito pedonale e che, a oltre un anno dal sinistro, i lavori non sarebbero stati eseguiti.

Da qui la richiesta al Comune di interpellare formalmente sia il concessionario uscente sia la compagnia assicurativa, verificando se il risarcimento sia stato definito o liquidato, quale sia l’eventuale importo corrisposto e quale destinazione abbiano avuto le somme.

Il dossier solleva dubbi anche sulle garanzie previste dalla gara: 1.322 euro per la cauzione provvisoria e 6.611 euro per quella definitiva. Importi che, secondo il ricorrente, sarebbero sproporzionati rispetto al valore degli interventi effettuati sui beni pubblici e ai rischi derivanti da eventuali inadempimenti.

L’operatore economico chiede infine di conoscere il procedimento seguito dagli uffici comunali per quantificare la concessione, le fatture prese in considerazione e l’eventuale acquisizione e verifica dei dati forniti dal precedente gestore.

Con il deposito delle circa 300 pagine, la contestazione entra ora in una fase decisiva. Il Comune di Teramo sarà chiamato a verificare anche la natura e la regolarità degli atti sottoscritti, accertando se siano stati firmati da un dirigente o da un soggetto privo della relativa qualifica.

Palazzo di città dovrà quindi decidere se proseguire con la procedura, sospenderla in autotutela o avviare una nuova istruttoria economica. In caso contrario, secondo quanto annunciato, l’intera documentazione potrebbe essere trasmessa alla Procura, alla quale spetterebbe valutare l’eventuale presenza di profili di rilievo giudiziario.