L'incidente
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di Tito Di Persio

CASTEL CASTAGNA. Emergono i primi importanti elementi dall'autopsia eseguita nella giornata di ieri sulla salma di Dante Di Francesco, l'87enne deceduto dopo essere rimasto coinvolto nella drammatica lite familiare avvenuta nei giorni scorsi nella sua abitazione di Castagna Bassa, nel comune di Castel Castagna.
Secondo quanto si è riusciti ad apprendere, dai primi riscontri del medico legale Donatella Fedeli, l'anziano sarebbe deceduto per cause naturali. Allo stato attuale, quindi, non emergerebbe una correlazione diretta tra la morte e la frattura del femore riportata durante la colluttazione, né con il successivo intervento chirurgico al quale era stato sottoposto all'ospedale "Mazzini" di Teramo.
Si tratta, tuttavia, di prime valutazioni che dovranno essere confermate dagli accertamenti di laboratorio. Per avere un quadro definitivo sarà infatti necessario attendere gli esiti degli esami istologici e tossicologici, disposti dalla Procura della Repubblica di Teramo, i cui risultati sono attesi entro circa 60 giorni.
L'esame autoptico, conclusosi ieri sera intorno alle 20.30, era stato disposto dal sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo, per accertare le cause del decesso dell'anziano. Al termine dell'autopsia il magistrato ha autorizzato la restituzione della salma ai familiari, consentendo lo svolgimento dei funerali.
L'esito preliminare dell'autopsia potrebbe rappresentare un elemento importante anche sul piano giudiziario. La morte dell'87enne aveva infatti portato la Procura a notificare un avviso di garanzia per omicidio preterintenzionale al nipote Elia Di Francesco, 22 anni, rimasto gravemente ferito durante la lite, ipotizzando un possibile collegamento tra la caduta dell'anziano e il successivo decesso.
Secondo la ricostruzione finora acquisita dai carabinieri, Dante Di Francesco sarebbe intervenuto per difendere la figlia durante la violenta colluttazione e, nel corso della concitazione, sarebbe stato spintonato dal nipote, cadendo a terra e riportando la frattura del femore.
Alla luce dei primi esiti dell'autopsia, però, l'ipotesi investigativa potrebbe subire una rivalutazione qualora venisse definitivamente escluso qualsiasi nesso causale tra la caduta e il decesso dell'anziano. Saranno tuttavia soltanto gli accertamenti istologici e tossicologici a fornire un quadro medico-legale completo, sul quale la Procura potrà assumere le proprie determinazioni.
Resta intanto aperta anche l'altra parte dell'inchiesta. Il 22enne non è ancora stato ascoltato dagli investigatori, poiché si trova ancora ricoverato all'ospedale di Teramo, sebbene ormai fuori pericolo dopo il delicato intervento chirurgico resosi necessario per la coltellata al torace sferrata dalla zia. La sua testimonianza sarà fondamentale per chiarire la dinamica della violenta lite familiare.
La zia del giovane resta indagata per lesioni aggravate, con l'accusa di aver colpito il nipote con un coltello, mentre proseguono gli accertamenti dei carabinieri per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto quella sera all'interno dell'abitazione di famiglia.
La Procura mantiene quindi il massimo riserbo sull'inchiesta. Solo tra circa due mesi, con il deposito delle consulenze medico-legali definitive, sarà possibile stabilire con certezza le cause della morte dell'87enne e valutare gli eventuali riflessi sulle contestazioni penali formulate nei confronti degli indagati.