L'intervento
L'Aquila, D'Angelo: «Al via il recupero dell'ultimo casale ad Aragno»
di Redazione L'Aquila

ROMA. Una tragedia che continua ad assumere contorni sempre più dolorosi, con il trascorrere delle ore. L'Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) rompe il silenzio sulla morte di Aurora Valenti, la 22enne allieva della Guardia di Finanza precipitata dalla finestra della sua camera nella Scuola Ispettori e Sovrintendenti di Coppito, e chiede all'Amministrazione una risposta immediata: supporto psicologico per chi ha vissuto quelle ore drammatiche, e una riflessione profonda sul modello di formazione dei giovani finanzieri.
Il sindacato, per il tramite del Segretario Generale, esprime «il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa della giovane allieva Aurora», stringendosi alla famiglia, agli affetti e all'intera comunità del Corpo. Le informazioni che stanno emergendo, si legge nella nota, sembrerebbero orientarsi verso l'ipotesi di un gesto volontario, ma sarà l'Autorità Giudiziaria a stabilire con certezza quanto accaduto. «Confidiamo che venga fatta piena luce, senza alcuna zona d'ombra, nel pieno rispetto della verità e della giustizia».
Proprio per questo l'USIF lancia un appello alla prudenza: «Invitiamo tutti ad evitare ricostruzioni affrettate, indiscrezioni e processi mediatici. La ricerca della verità spetta esclusivamente agli organi competenti».
Il sindacato riconosce la vicinanza già dimostrata dai vertici della Scuola: «Esprimiamo apprezzamento per la vicinanza dimostrata dal Comandante della Scuola e dall'Ispettore per gli Istituti di Istruzione». Ma, aggiunge subito dopo, «oggi questo, da solo, non basta». Il pensiero va ai compagni di corso, ai colleghi di camerata, agli istruttori: «Chi ha vissuto questa tragedia in prima persona porta dentro di sé ferite che difficilmente potranno essere cancellate in breve tempo».
Da qui la richiesta concreta: attivare «con la massima urgenza un percorso strutturato di supporto psicologico, con interventi immediati e continuativi, individuali e collettivi». E un principio che il sindacato vuole affermare con forza: «Nessun Finanziere deve essere lasciato solo nell'affrontare un trauma di questa portata. Chiedere aiuto non deve mai essere percepito come un segno di debolezza, ma come un gesto di responsabilità verso sé stessi, verso i propri colleghi e verso l'Istituzione».
L'USIF allarga poi lo sguardo, chiedendo una riforma del modello formativo: «La società è cambiata. Sono cambiate le nuove generazioni. Sono profondamente cambiati anche i compiti istituzionali della Guardia di Finanza». Per questo, sostiene il sindacato, «anche il modello formativo debba evolversi, valorizzando sempre di più la centralità della persona, la cultura dell'ascolto, la prevenzione del disagio e il benessere organizzativo». La richiesta concreta è che, una volta chiusi gli accertamenti giudiziari, il Comando Generale apra «un tavolo di analisi e confronto sul sistema della formazione».
Chiude la nota un passaggio destinato a restare impresso: «Aurora non può diventare soltanto un nome da ricordare. Deve rappresentare il punto di partenza di una riflessione profonda sul valore della persona, sulla formazione dei giovani Finanzieri e sulla capacità delle Istituzioni di prendersi cura dei propri uomini e delle proprie donne». E ancora: «La ricerca della verità non indebolisce le Istituzioni. Le rende più credibili. Questo non è il tempo delle polemiche. È il tempo della responsabilità, dell'ascolto e del coraggio».
L'USIF ha assicurato che continuerà a seguire con rispetto e attenzione l'evolversi delle indagini, confidando nel lavoro della Magistratura.