Abruzzo Daily

Logo
Logo
Il caso

Castel Castagna, domani l'ultimo saluto a Dante Di Francesco. Conclusa l'autopsia, la salma restituita alla famiglia

L'esito dell'autopsia sarà ora determinante per stabilire se esista un nesso diretto tra la caduta riportata dall'87enne durante la colluttazione e il successivo decesso

Dante Di Francesco
Dante Di Francesco
di Tito Di Persio
3 MINUTI DI LETTURA

CASTEL CASTAGNA. Si terranno domani, domenica 26 luglio, alle ore 10, presso l'Abbazia Santa Maria di Ronzano, i funerali di Dante Di Francescoscomparso il 21 luglio all'età di 87 anni. L'anziano era rimasto coinvolto nella drammatica lite familiare avvenuta nella sua abitazione di Castagna Bassa, nel comune di Castel Castagna, riportando la frattura del femore nel tentativo di dividere la figlia e il nipote durante la violenta colluttazione. La cerimonia funebre sarà l'occasione per l'intera comunità di stringersi attorno ai familiari di una persona molto conosciuta e stimata.

Ieri sera, intorno alle 20.30, si è conclusa l'autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Teramo ed eseguita dal medico legale Donatella Fedeli. Al termine dell'esame autoptico, il sostituto procuratore Davide Rosati, titolare dell'inchiesta, ha firmato l'autorizzazione per la restituzione della salma alla famiglia, consentendo così l'organizzazione delle esequie.

Dante Di Francesco lascia la moglie Angiolina, le figlie Liliana, con il marito Fabio, e Giuseppina, con il marito Angelo, i nipoti Sara, Dalila, Noemi, Anna, Elia ed Elisa, i pronipoti Tommaso, Nicolò ed Elisa, il fratello Ercole, oltre ai cognati, alle cognate e a tutti i parenti.

L'inchiesta della Procura, tuttavia, prosegue. La morte dell'anziano ha infatti modificato il quadro investigativo. Il sostituto procuratore Davide Rosati ha notificato un avviso di garanzia per omicidio preterintenzionale al nipote Elia Di Francesco, il 22enne rimasto gravemente ferito durante la colluttazione. Si tratta di un atto dovuto in vista dell'accertamento irripetibile rappresentato dall'autopsia, ma che segna un'importante svolta nell'indagine.

Secondo la ricostruzione finora raccolta dai carabinieri, l'87enne sarebbe intervenuto per difendere la figlia, una donna di 55 anni, nel corso della violenta lite scoppiata durante una cena di famiglia. In quei momenti concitati sarebbe stato spintonato dal nipote, cadendo a terra e riportando la frattura del femore. Ricoverato all'ospedale "Mazzini" di Teramo, le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso.

La ricostruzione, però, si basa al momento sulle testimonianze della figlia, della moglie dell'anziano e dello stesso Dante Di Francesco, ascoltato dai carabinieri subito dopo i fatti. Agli atti manca ancora la versione del 22enne, che dopo essere stato raggiunto da una coltellata al torace sferrata dalla zia è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni sono migliorate ed è fuori pericolo, ma non è stato ancora sentito dagli investigatori.

La zia del giovane resta a sua volta indagata per lesioni aggravate, con l'accusa di aver colpito il nipote con un coltello provocandogli una grave ferita che gli ha perforato un polmone sfiorando il cuore. La donna ha sempre sostenuto di aver agito per difendersi dopo essere stata colpita alla testa con un piatto di ceramica.

Durante quei drammatici momenti sarebbe intervenuta anche la nonna del ragazzo, che avrebbe cercato di fermare il nipote colpendolo con il proprio bastone. Nonostante la ferita al torace, il 22enne sarebbe poi riuscito a fuggire in scooter, percorrendo alcune centinaia di metri prima di perdere i sensi a causa dell'emorragia. A chiedere aiuto fu la stessa zia, uscita dall'abitazione per allertare i vicini e i soccorritori.

L'esito dell'autopsia sarà ora determinante per stabilire se esista un nesso diretto tra la caduta riportata dall'87enne durante la colluttazione e il successivo decesso. Un elemento che potrebbe incidere in maniera decisiva sul prosieguo dell'inchiesta e sulle responsabilità penali contestate dalla Procura.