L'incidente
Corno Piccolo, escursionista precipita per 30 metri: è grave
di Tito Di Persio

TERAMO. La sicurezza non può essere una misura occasionale, legata esclusivamente agli interventi straordinari o alle emergenze del momento. Deve fondarsi sulla presenza costante, sui controlli ordinari e sulla prevenzione.
Eppure, nell’area dell’ex centro diurno della Asl di Teramo, la situazione continua a destare preoccupazione. Diverse finestre risultano distrutte, con pietre e detriti lasciati sui davanzali, mentre una delle chiusure predisposte per impedire l’accesso all’edificio sarebbe stata nuovamente forzata.
L’immobile, chiuso e inutilizzato, appare ancora una volta facilmente accessibile. Da qui le domande: chi entra e dorme all’interno? Sono stati effettuati controlli? Le persone che frequentano abitualmente la struttura sono state identificate?
Il timore è che l’ex centro diurno sia ormai diventato un rifugio abusivo e un punto di ritrovo in una zona particolarmente delicata della città. Un’area che collega il lungofiume, Fonte della Noce e il centro storico e che, secondo numerose segnalazioni, sarebbe interessata anche da episodi legati allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti.
Fonte della Noce, luogo simbolico che dovrebbe rappresentare uno dei monumenti naturali e storici di Teramo, rischia così di essere trascinata nello stesso degrado dell’edificio abbandonato.
Non basta intervenire una volta, chiudere un ingresso o murare una finestra. Senza vigilanza e manutenzione, ogni barriera viene presto superata. La domanda, dunque, resta ancora senza risposta: quanto tempo bisognerà attendere prima che l’ex centro diurno venga realmente messo in sicurezza e l’intera zona torni a essere controllata con continuità?