L'incidente
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di Tito Di Persio

ROSETO DEGLI ABRUZZI. È ancora un giallo la drammatica vicenda avvenuta venerdì sera a Castagna Bassa, nel comune di Castel Castagna, dove un 22enne di Atri è rimasto gravemente ferito da una coltellata al torace al termine di una violenta lite familiare. La Procura della Repubblica di Teramo ha aperto un fascicolo d'indagine, affidato al sostituto procuratore Davide Rosati, ma al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo perché restano numerosi punti ancora da chiarire.
Le indagini dei carabinieri si stanno concentrando soprattutto sulla ricostruzione fornita dalla zia del giovane e dagli anziani nonni, entrambi presenti durante i fatti. Una versione che, secondo quanto si apprende, presenterebbe ancora diversi aspetti da verificare e sulla quale gli investigatori nutrono alcuni dubbi. Per questo motivo, al momento, nessuna ipotesi viene esclusa e la ricostruzione definitiva dell'accaduto è ancora lontana.
Gli inquirenti, infatti, ritengono fondamentale poter ascoltare direttamente il 22enne, non appena le sue condizioni di salute lo consentiranno. Soltanto la sua testimonianza potrà chiarire cosa sia realmente accaduto all'interno dell'abitazione e consentire di confrontare il suo racconto con quello degli altri protagonisti della vicenda. Al momento, inoltre, non emergerebbero elementi tali da far ritenere che il giovane sia stato colto da un improvviso raptus, ipotesi circolata nelle primissime ore successive ai fatti.
Le condizioni del ragazzo
Il ragazzo, raggiunto da una coltellata al torace che gli ha perforato un polmone sfiorando il cuore, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all'ospedale "Mazzini" di Teramo. È ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione, dove resta sotto stretta osservazione. Pur nella gravità del quadro clinico, non sarebbe attualmente in pericolo di vita.
Cosa è accaduto
Secondo la ricostruzione finora acquisita dagli investigatori, il dramma si sarebbe consumato durante una cena nell'abitazione degli anziani nonni. Per motivi ancora sconosciuti sarebbe scoppiata una violenta lite tra il 22enne e la zia, una donna di 55 anni. Nel corso del parapiglia il giovane avrebbe colpito la donna alla testa con un piatto di ceramica, procurandole una profonda ferita.
La situazione sarebbe quindi degenerata in pochi istanti. La donna avrebbe impugnato un coltello, colpendo il nipote al torace, sostenendo di aver agito per difendersi dall'aggressione. Una versione che gli investigatori stanno verificando con estrema attenzione attraverso i rilievi tecnici, le testimonianze e gli accertamenti medico-legali.
Nel tentativo di fermare la violenza sarebbe intervenuto anche il nonno, 87 anni, che cercando di proteggere la figlia sarebbe caduto a terra riportando la frattura del femore. Anche lui è stato ricoverato all'ospedale di Teramo. Durante quei momenti di forte concitazione anche la nonna avrebbe cercato di bloccare il nipote colpendolo con il proprio bastone.
Nonostante la gravissima ferita riportata, il giovane sarebbe riuscito a salire sul proprio scooter e ad allontanarsi dall'abitazione. Dopo aver percorso poche centinaia di metri, però, avrebbe perso i sensi a causa della copiosa emorragia, accasciandosi al suolo. Nel frattempo la zia era uscita in strada per chiedere aiuto ai vicini, che hanno immediatamente allertato il numero unico di emergenza 112.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della Compagnia di Teramo, che hanno soccorso il ragazzo e avviato gli accertamenti. I militari dell'Arma hanno eseguito un lungo sopralluogo nell'abitazione, sequestrando diversi oggetti ritenuti utili alle indagini. Tra questi anche due coltelli, compreso quello intriso di sangue che la stessa 55enne avrebbe indicato agli investigatori dopo averlo lanciato dalla finestra e finito nel giardino dell'abitazione.
Le indagini
Il sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo, ha già raccolto la testimonianza della donna e degli anziani presenti in casa, ma attende ora di poter sentire anche il 22enne. Soltanto dopo aver acquisito tutti gli elementi investigativi e gli esiti degli accertamenti tecnici sarà possibile delineare con precisione la dinamica dei fatti e valutare eventuali responsabilità penali.
Al momento, infatti, il quadro investigativo resta aperto. Non risultano precedenti episodi di violenza all'interno della famiglia né situazioni di particolare disagio che possano spiegare quanto accaduto. È proprio per questo che gli investigatori continuano a lavorare senza escludere alcuna pista, nel tentativo di fare piena luce su una vicenda che ha profondamente scosso la comunità di Castel Castagna.