Il dolore
Giulianova, muore Ivano Di Clemente: lutto anche nel calcio giallorosso
di Redazione Teramo

TERAMO. Una vita vissuta con i supereroi quella di Carmine Di Giandomenico. 52 anni dedicati a una passione che è anche un lavoro: quello di disegnatore di fumetti. Uno dei più famosi in Italia, sicuramente il più famoso d’Abruzzo.
Teramano di nascita e di vita, in pratica però anche cittadino del mondo, vedrà a marzo uscire il numero 3668 di Topolino con la copertina firmata da lui. Non una qualunque, ma quella che celebra i 30 anni di vita di PK, supereroe disneyano che, in pratica, è l’evoluzione di Paperinik (il nome rivisitato è composto dalla prima e l’ultima lettera del precedente) che ha più di cinquant’anni.
È l’ultimo, in ordine di tempo, successo del disegnatore teramano che, nel suo curriculum, vanta nomi eccellenti: Spider Man per la Marvel; The Flash, Batman e Superman per DC Comics; Dylan Dog per la Bonelli e il ritratto di Rocky Marciano per la Souzie-Q. Adesso è arrivato il momento di approdare nel famoso mondo dei topi e dei paperi, quello forse più importante, quello della Panini che detiene i diritti della Disney. «Emozionante. Non trovo un altro aggettivo».
Sono le prime parole di Carmine Di Giandomenico. «Topolino è il fumetto più famoso al mondo. Sfido chiunque a dichiarare che non ha mai preso in mano una copia del mitico albo. Sapere che una copertina è firmata da me mi fa guardare indietro e pensare a tutto il lavoro fatto».
Un caso che il tema è PK? «Credo di no, visto il mio passato professionale. Ho collaborato con le società editrici di fumetti più famose al mondo, ho disegnato personaggi iconici, pensate a Superman, Batman oppure a Spider Man. Ma i personaggi Disney sono la storia di questo mondo».
Per di più confessi chi è il suo preferito? «Uno su tutti: Paperino. Sfortunato, disordinato, sempre in difficoltà con il mondo ma, insieme a Topolino è l’emblema di tutto quello creato dalla fantasia di Walt Disney. Come potevo non disegnare la parte di Paperino più forte? PK (i nostalgici preferiscono ancora chiamarlo Paperinik, ndr) è la parte forte del personaggio, il supereroe giustiziere, che cattura i cattivi e fa di Paperino un personaggio diverso. C’è differenza con il personaggio nato cinquant’anni fa. È cambiato il look, via i mitici stivaletti a molla per indossarne di più moderni, la grafica è diversa, il mantello più ampio, la 313 (l’auto di Paperino ndr) rivisitata rispetto a prima, però l’anima è sempre quella».
Come si arriva a questi livelli? «Con il lavoro ma anche con la fortuna. Devo ringraziare lo staff della Panini e della Disney Italia per i preziosi consigli che mi hanno dato. D’altra parte questo è uno stile lontano dal mio. Il merito è del redattore Nicola Peruzzi che ha curato nel 2024 la mia personale a Lucca Comics e ha visto, nei miei disegni, le qualità di poter disegnare un personaggio Disney».
Come ci si sente dopo aver visto il suo lavoro nell'anteprima della copertina? «Orgogliosi, ma mai sentirsi arrivati, sarebbe un errore. Questo è un mondo in continua evoluzione. Lo dimostra come è cambiato il modo di disegnare o scrivere le storie. Prendete un albo di Topolino di cinquant’anni fa e quelli di oggi. Sono diversi perché bisogna sapersi adattare ai tempi che corrono. D’altra parte i ragazzi di oggi hanno una visione del mondo completamente differente e se non ti adatti rischi di perderti».
Per l’altra casa editrice italiana famosa, la Bonelli, ha disegnato Dylan Dog. Anche qui si tratta del suo personaggio preferito? «Sì. Per Dylan Dog stravedo. Disegnarlo è stato un vero piacere e grande soddisfazione».
Eppure Tex e Zagor sono i più famosi? «Certo. Anche lì siamo nel sogno di poterci mettere le mani un domani. Per il momento sono felicissimo così. D’altra parte stiamo parlando di una copertina di Topolino, mica una cosa qualunque!»