Il caso
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di Luca Di Renzo

PINETO. Il West Nile Virus torna a far parlare di sé in Abruzzo. Dopo il ritrovamento di zanzare risultate positive nel territorio di Mosciano Sant'Angelo, nuovi insetti infetti sono stati individuati anche a Pineto. Un dato che conferma come il sistema di monitoraggio stia intensificando i controlli lungo la costa teramana, pur senza configurare, al momento, una situazione di emergenza sanitaria.
Il punto della situazione
La presenza del virus è emersa nell'ambito delle attività di sorveglianza previste dal Piano nazionale e regionale per il controllo delle arbovirosi. L'individuazione di zanzare positive non significa infatti che vi siano casi di malattia nell'uomo, ma rappresenta un importante indicatore della circolazione del virus sul territorio, consentendo alle autorità sanitarie di attivare tempestivamente tutte le misure di prevenzione. A rassicurare la popolazione è il direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, Nicola D'Alterio, che sottolinea come «non ci sia assolutamente alcun rischio al momento». Il ruolo dell'Istituto, spiega, è quello di effettuare un'attività costante di sorveglianza per individuare precocemente la presenza del virus e consentire interventi mirati.
Il monitoraggio
Il monitoraggio viene eseguito attraverso una rete di trappole installate in diverse aree dell'Abruzzo e del Molise. Le zanzare catturate vengono analizzate nei laboratori dell'Izs per verificare l'eventuale presenza del West Nile Virus, trasmesso esclusivamente dalla puntura di zanzare infette, in particolare della specie Culex pipiens. Il virus, invece, non si trasmette da persona a persona. Il ritrovamento di insetti positivi comporta anche l'attivazione di specifici protocolli di sicurezza. Nelle aree interessate vengono infatti rafforzati i controlli sulle donazioni di sangue e sugli organi destinati ai trapianti, attraverso test aggiuntivi che garantiscono la massima sicurezza per i pazienti. Dal punto di vista clinico, il West Nile Virus nella maggior parte dei casi non provoca sintomi oppure determina febbre lieve, malessere e dolori muscolari. Solo in una ridotta percentuale di persone, soprattutto anziani e soggetti con patologie pregresse, può evolvere in forme neurologiche più gravi.
La rassicurazione
Il nuovo ritrovamento arriva a pochi giorni dalla scoperta delle prime zanzare positive a Mosciano Sant'Angelo. Proprio dopo quel caso, il presidente provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, il medico moscianese Ercole Core, aveva sollecitato le autorità sanitarie a rendere pubblici i punti esatti in cui erano stati effettuati i campionamenti, chiedendo la massima trasparenza sulle attività di monitoraggio. Le autorità sanitarie ribadiscono che la situazione è sotto controllo e invitano i cittadini ad adottare le consuete misure di prevenzione contro le punture di zanzara, fondamentali per limitare la diffusione del virus.