Cultura
Pescara, spazio all'arte contemporanea: in un temporary store di via Firenze la rassegna “Artidiverse”
di Paolo Renzetti

PESCARA. Ieri, 7 ottobre, Giacomo Passeri, 32 anni pescarese, ha incontrato per la prima volta il suo legale al Cairo dove è detenuto da tre anni per essere stato condannato in primo e in secondo grado a 25 anni di carcere per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il giovane è detenuto nella struttura di Badr dall’agosto del 2023.
«Faremo tutto il possibile per ricondurlo in Italia - afferma il legale -. Il colloquio è innanzitutto servito per mettere in chiaro le condizioni di salute del ragazzo che risultano essere buone. Oltre a questo abbiamo concordato con il console italiano presente che il lavoro di squadra produce sempre i suoi frutti e che non bisogna rinunciare alla difesa effettiva perché la vita è più importante di una sentenza».
L'avvocato Antinucci ha potuto constatare che nella struttura in cui è recluso il suo assistito c'è una sezione per i detenuti alla pena capitale che in Egitto vige ancora.
Giacomo Passeri fino all'ultimo ha creduto che l'incontro con il suo legale potesse essere rinviato e quando si è reso conto che non sarebbe andata cosi ha provato una grande emozione. «Il giovane mi ha parlato lungamente di sua madre con profondo sentimento - sostiene il legale -, così che quando rientrerò in Italia vorrò incontrarla».