L'appuntamento
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di Luca Di Renzo

PESCARA. «Oggi Farindola si raccoglie per ricordare le 29 vite spezzate dalla valanga di Rigopiano del 18 gennaio 2017. È un momento di silenzio e di verità. Ringrazio il Sottosegretario alla Difesa, Rauti, che ha confermato la sua presenza, e con lei le autorità regionali e provinciali, le Forze Armate e dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, il Soccorso Alpino, la Protezione Civile, il mondo del volontariato e le autorità religiose. Il primo pensiero va ai familiari delle vittime: il loro dolore ci accompagna, il loro coraggio ci guida». Queste le parole di Luca Labricciosa, sindaco di Farindola che, invita anche a guardare avanti per una rigenerazione dell’intero comprensorio.
«Tra un anno sarà il decennale. In questi anni molte sono state le parole di vicinanza delle istituzioni, e ne siamo grati, ma lo dico con franchezza: per il tessuto economico e sociale distrutto quel 18 gennaio del 2017, troppo poco o nulla è stato fatto. Attività cessate, famiglie andate via, una ferita che resta aperta. Il decennale non può essere solo memoria: deve diventare una scadenza di risultati».
Il sindaco chiede, e si dice pronto a collaborare, per un percorso operativo che comprende questi temi:
- una cabina di regia interistituzionale (Governo, Regione, Province, Parco, Comuni, Protezione Civile) con cronoprogramma pubblico e verificabile;
- misure per il rilancio socio‑economico (sostegno a microimprese, accesso al credito, leve fiscali, lavoro e formazione per i giovani);
- rigenerazione dell’area di Rigopiano (viabilità, micro‑infrastrutture, segnaletica, manutenzioni, un luogo della memoria degno e vivo);
- una strategia di turismo lento e sicuro (sentieristica curata, informazione e sistemi di allerta, qualità dell’accoglienza);
- investimenti stabili in prevenzione e protezione civile (monitoraggi, esercitazioni, dotazioni).
«C’è un’urgenza non più eludibile: la viabilità montana. Non è accettabile che, ogni autunno e inverno, la pedemontana che unisce tre province Teramo (Castelli-Arsita), Pescara (Farindola) e L’Aquila (Castel del Monte), con un valico "Vado di Sole" di solo 1600 m dal livello del mare, - siano di fatto interdette per mancanza di alcune paravalanghe, gallerie paramassi, ed eventuali reti. La montagna ha diritto a collegamenti sicuri tutto l’anno. Servono interventi strutturali sui tratti critici, monitoraggio costante di valanghe e caduta massi, piani neve integrati con mezzi e orari chiari, protocolli operativi tra ANAS, Province, Comuni, Parco e Protezione Civile, cantieri programmati d’estate per mettere in sicurezza l’inverno.
E c’è il cuore della nostra ricostruzione economica: il ritorno dell’ospitalità. Dieci anni fa camping e albergo non erano solo strutture: generavano lavoro e indotto per l’intera Valle Vestina. È tempo di dire, con coraggio e responsabilità, che si può e si deve ricostruire anche grazie ad un intervento dell’USR visto che ci troviamo in un cratere sismico».