L'anniversario
Tragedia di Rigopiano, il sindaco di Farindola: «Grazie delle vicinanza, ma ora servono interventi concreti». E fa un elenco
di Redazione Pescara

PESCARA. Nove anni fa la tragedia dell'hotel Rigopiano, in Abruzzo. Era il 18 gennaio 2017 e una valanga che si era staccata da una cresta montuosa investì l'albergo Rigopiano.Gran Sasso Resort, in località nel comune di Farindola, causando 29 vittime tra ospiti e lavoratori dell'hotel.
Cosa è successo in sintesi
Dal costone orientale del Gran Sasso, come ricorda il ministero della Difesa, una valanga si staccò improvvisamente e scese a valle a oltre 100 km/h. In pochi istanti travolse l’Hotel Rigopiano, cancellandolo dalla sua posizione, trascinandolo a decine di metri più in basso.
Era il 18 gennaio del 2017, appunto. Alle 16,41 il silenzio della montagna si spezzò (qui l'analisi dell'Ingv). 120mila tonnellate di neve trasformarono una struttura in macerie. In un attimo si spezzarono ventinove vite: famiglie, speranze, progetti. Tutto si fermò. Restò solo il silenzio.
Il dolore
In quei giorni l’Italia centrale era piegata da un’ondata di maltempo senza precedenti. In quelle ore drammatiche, anche le Forze armate intervennero al fianco dei soccorritori, mettendo a disposizione uomini e mezzi per cercare, scavare, non arrendersi.
Dal ministero della Difesa scrivono: «Ricordare Rigopiano significa fermarsi. Significa rispettare quel dolore che ancora oggi pesa come la neve che scese quel pomeriggio. Oggi il pensiero va alle vittime e ai loro familiari. Non dimenticare non è solo un dovere, è una responsabilità. Anche nel loro ricordo, ieri come oggi, il nostro impegno quotidiano continua».
Il ricordo della Croce Rossa
«Gabriele D'Angelo era un nostro giovane Volontario. Perse la vita nella tragedia di Rigopiano, che lo strappò alla sua famiglia, ai suoi amici, alle sue passioni. L'anno scorso ho incontrato i suoi genitori, suo fratello, la sua ragazza di allora, le Volontarie e i Volontari suoi compagni di viaggio in Croce Rossa. In tutti loro è ancora vivo il dolore per la sua perdita, quella di un ragazzo che aveva ben chiari i valori e i princìpi della nostra Associazione e che, forte di essi, ha tentato fino all'ultimo secondo, davanti ad una catastrofe, di aiutare. Perse la vita in quella struttura che venne travolta dalla slavina, insieme ad altre ventotto persone». Questo il ricordo di Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana. «Seppur scossi profondamente dalla perdita di Gabriele, con profondo senso del dovere e responsabilità non smisero neppure per un attimo di assistere la popolazione, portare in salvo persone in pericolo, garantire cura e supporto quanti erano rimasti isolati a seguito di quel drammatico evento. È questo - ha aggiunto il Presidente della Cri - per tutti noi il senso del nostro impegno come Croce Rossa: aiutare, dare conforto, anche nei momenti più difficili, donarsi al prossimo. Alle famiglie delle vittime della tragedia di Rigopiano, ai cari di Gabriele, il più sincero abbraccio e tutta la vicinanza della Croce Rossa Italiana e mia personale».