L'anniversario
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di Redazione Pescara

PESCARA. I cantieri sulle autostrade italiane continuano a mettere in ginocchio il traffico e, a pagarne il prezzo più alto, sono soprattutto i pullman a lunga percorrenza. Restringimenti di carreggiata, deviazioni e chiusure notturne stanno trasformando viaggi di routine in vere e proprie odissee, con ritardi che ormai si misurano in decine di minuti, quando non in ore.
Le situazioni più critiche si registrano sulla A14 Bologna-Taranto, in particolare nel tratto abruzzese, e in Liguria, dove i cantieri "inamovibili" sono diventati parte del paesaggio. Ma i disagi si estendono anche ad altre grandi direttrici: sulla A4 Venezia-Trieste proseguono i lavori per la terza corsia, con conclusione prevista entro il 2026, mentre sulla A1 Milano-Napoli, soprattutto nel nodo di Bologna, non mancano chiusure notturne e interventi di manutenzione che incidono sulle tabelle di marcia.
A14, il collo di bottiglia d’Abruzzo
Con la fine della tregua natalizia, sulla A14 sono ripartiti numerosi cantieri. Un ritorno alla normalità solo sulla carta, perché per il trasporto su gomma – merci e passeggeri – significa tornare a fare i conti con code e rallentamenti quotidiani. Nel tratto compreso tra Val Vibrata e Pescara la situazione è diventata emblematica.
Lo racconta un autista impegnato sulla tratta Firenze-Pescara: «Le solite due interruzioni con code a passo d’uomo per gli interminabili cantieri. La prima tra Val Vibrata e Mosciano, la seconda tra Roseto e Pineto».
Il bilancio è pesante: «Cinquanta minuti di ritardo come minimo all’arrivo a Pescara. Un tempo assurdo, che rende l’aria invivibile dentro il pullman. La gente va in escandescenze: c’è chi deve arrivare a un appuntamento di lavoro, chi a una visita urgente. È una tragicommedia quotidiana. Almeno le storie che si raccontano tra viaggiatori fanno compagnia durante l’attesa».
Viaggiatori stanchi e rischio sicurezza
La tensione non riguarda solo i passeggeri. «Spesso i pendolari diventano amici – racconta ancora l’autista – ma la stanchezza e lo stress delle code ci mettono tutti ad alto rischio. Ogni giorno». Un quadro che solleva anche interrogativi sulla sicurezza, oltre che sulla qualità del servizio e sulla sostenibilità di tempi di percorrenza sempre più imprevedibili.
Ritardi cronici, arrivano i rimborsi
I numeri parlano chiaro: i lavori in corso stanno allungando sensibilmente i tempi di percorrenza, soprattutto per mezzi pesanti e pullman, con ripercussioni dirette sulla regolarità dei collegamenti. Una prima risposta arriverà solo dal 2026.
L’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha infatti previsto l’introduzione di rimborsi automatici per i ritardi in autostrada dovuti a traffico e cantieri: scatteranno per tratte superiori ai 50 chilometri in caso di ritardi di almeno 15 minuti. Una misura attesa, ma che per ora non allevia la frustrazione di chi, ogni giorno, resta prigioniero delle code in autostrada. Nel frattempo, i cantieri restano e, in molti casi, resteranno ancora a lungo: almeno fino al 2026.