Il caso
Inchiesta per corruzione elettorale a Pescara: si dimette l’assessore Massimiliano Pignoli
di Luca Di Renzo

PESCARA. Stangata per i tifosi del Pescara dopo i gravi disordini che si sono verificati al termine della gara pareggiata lo scorso 8 maggio all'Adriatico contro lo Spezia, l'ultima di un campionato culminato con la retrocessione in C del Delfino.
Pescara, stangata per i tifosi: linea dura del Viminale
Il ministero degli Interni ha infatti disposto il divieto di trasferta per i sostenitori biancazzurri fino al 1° febbraio del 2027, con la vendita dei tagliandi vietata ai residenti dell'intera regione Abruzzo. Linea dura dunque da parte del Viminale dopo i fatti che hanno causato il ferimento di diversi agenti delle forze dell'ordine e portato a sei arresti, in attesa dei Daspo che arriveranno per i responsabili degli incidenti (nel corso delle contestazioni, secondo quanto ricostruito dai sindacati di polizia, sono state lanciate 126 bombe carta dentro e fuori dallo stadio, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con 72 lacrimogeni per disperdere la tifoseria).
Nei giorni scorsi la maxi-multa dal giudice sportivo
Nei giorni scorsi intanto era arrivata la maxi-multa inflitta dal giudice sportivo al Pescara per la contestazione che era già partita sugli spalti dell'Adriatico: un'ammenda di 12.000 euro «per avere suoi sostenitori, nel corso della gara - come si legge nel comunicato diramato dalla Lega Serie B -, lanciato nel recinto di giuoco numerosi petardi e numerosi fumogeni; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS».