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Pescara, stangata per i tifosi: trasferte vietate fino a febbraio 2027

Linea dura del Viminale dopo i gravi disordini seguiti alla partita contro lo Spezia all'Adriatico, che ha sancito la retrocessione in Serie C: i dettagli

I disordini al termine di Pescara-Spezia
I disordini al termine di Pescara-Spezia
di Giuliano De Matteis
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PESCARA. Stangata per i tifosi del Pescara dopo i gravi disordini che si sono verificati al termine della gara pareggiata lo scorso 8 maggio all'Adriatico contro lo Spezia, l'ultima di un campionato culminato con la retrocessione in C del Delfino.

Pescara, stangata per i tifosi: linea dura del Viminale

Il ministero degli Interni ha infatti disposto il divieto di trasferta per i sostenitori biancazzurri fino al 1° febbraio del 2027, con la vendita dei tagliandi vietata ai residenti dell'intera regione Abruzzo. Linea dura dunque da parte del Viminale dopo i fatti che hanno causato il ferimento di diversi agenti delle forze dell'ordine e portato a sei arresti, in attesa dei Daspo che arriveranno per i responsabili degli incidenti (nel corso delle contestazioni, secondo quanto ricostruito dai sindacati di polizia, sono state lanciate 126 bombe carta dentro e fuori dallo stadio, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con 72 lacrimogeni per disperdere la tifoseria).

Nei giorni scorsi la maxi-multa dal giudice sportivo

Nei giorni scorsi intanto era arrivata la maxi-multa inflitta dal giudice sportivo al Pescara per la contestazione che era già partita sugli spalti dell'Adriatico: un'ammenda di 12.000 euro «per avere suoi sostenitori, nel corso della gara - come si legge nel comunicato diramato dalla Lega Serie B -, lanciato nel recinto di giuoco numerosi petardi e numerosi fumogeni; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS».