Amministrazione
Bilancio partecipativo del Comune di Pescara, al via la nuova fase: cosa succede
di Paolo Renzetti

PESCARA. Oggi, 16 maggio 2026, a Pescara, l’assessore alle Politiche Sociali Massimiliano Pignoli ha rassegnato le proprie dimissioni definitive.
La decisione segue la bufera giudiziaria scaturita da un''nchiesta della Procura della Repubblica per l'ipotesi di reato di corruzione elettorale, che ha portato al sequestro dei suoi dispositivi elettronici. Pignoli ha rimesso il mandato nelle mani del sindaco Carlo Masci per tutelare l'ente, difendere la propria onorabilità e far fronte a motivi di salute, a seguito delle pesanti pressioni politiche delle opposizioni che ne chiedevano la destituzione immediata.
Pignoli si difende: «Sono innocente»
La giornata si è aperta con il passo indietro formale dell'esponente della Giunta. In una letterata consegnata a mano al sindaco Carlo Masci, Massimiliano Pignoli ha formalizzato il proprio addio: «L’inchiesta della Procura che mi riguarda, resa pubblica oggi dalla stampa locale, mi impone di fermarmi».
L’ormai ex assessore ha professato con assoluta fermezza la propria innocenza, ricordando un analogo calvario giudiziario durato 12 anni e conclusosi con una piena assoluzione. Oltre all'esigenza di difendersi, Pignoli ha citato il forte rammarico per l'interruzione dei servizi di welfare rivolti ai cittadini bisognosi, lamentando come «una richiesta di aiuto possa trasformarsi in una denuncia».
L'inchiesta: l'ipotesi del voto di scambio
Al centro delle indagini condotte dal Procuratore Capo Giuseppe Bellelli e dal sostituto procuratore Gennaro Varone, vi sarebbe un presunto illecito commesso durante le elezioni suppletive dell'8 e 9 marzo scorsi. Secondo la tesi degli inquirenti, l'assessore avrebbe promesso un alloggio di edilizia residenziale pubblica a una cittadina in cambio del sostegno elettorale. La stessa donna ha successivamente esposto i fatti formalizzando una denuncia.
La svolta investigativa ha registrato una forte accelerazione dopo la perquisizione effettuata giovedì scorso a Palazzo di Città. La Procura ha disposto il sequestro probatorio di smartphone, computer e supporti informatici nella disponibilità del politico. L'autorità giudiziaria ha conferito incarico ufficiale al consulente tecnico Davide Ortolano, il quale avvierà gli accertamenti peritali irripetibili sui dispositivi elettronici entro la prossima settimana per estrapolare chat, mail e tabulati.
Le opposizioni
Poche ore prima dell'annuncio delle dimissioni, i vertici del Movimento Politico «Pettinari per l'Abruzzo» avevano convocato una conferenza stampa d'urgenza davanti al Comune. Il presidente Domenico Pettinari insieme ai consiglieri Massimiliano Di Pillo e Giovanni
D’Andrea, hanno espresso profonda preoccupazione per il danno d'immagine arrecato alle istituzioni democratiche.
Gli esponenti di minoranza hanno richiamato espressamente l'**articolo 54 della Costituzione italiana**, che impone ai cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche il dovere di adempierle «con disciplina ed onore». L'opposizione aveva preannunciato il deposito di un rigido ordine del giorno per il prossimo Consiglio comunale di martedì, finalizzato a imporre al sindaco Carlo Masci la revoca coatta delle deleghe. Le dimissioni repentine di Pignoli hanno anticipato lo scontro in aula, ma lasciano aperta una fessura profonda nella tenuta politica della maggioranza di centrodestra.