Calcio
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di Giuliano De Matteis

PESCARA. Entro la prossima settimana avranno inizio gli accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici sequestrati a Massimiliano Pignoli, assessore al Comune di Pescara, attualmente indagato per l'ipotesi di reato di corruzione elettorale.
Gli inquirenti hanno disposto il sequestro dei supporti informatici nel corso della perquisizione avvenuta giovedì scorso a Palazzo di Città a Pescara. Per esaminare i dati, l'autorità giudiziaria ha formalmente nominato il consulente tecnico Davide Ortolano, che avvierà le operazioni peritali nei prossimi giorni.
L'inchiesta
Al centro delle indagini della Procura vi sarebbe uno scambio illecito avvenuto in occasione delle elezioni bis dell'8 e 9 marzo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Massimiliano Pignoli avrebbe promesso un alloggio di edilizia popolare a una cittadina in cambio del voto.
La stessa donna avrebbe successivamente sporto denuncia, facendo scattare le verifiche delle forze dell'ordine. L'assessore respinge fermamente ogni addebito, ricordando peraltro di essere già stato assolto nel 2016 da accuse analoghe sollevate nei suoi confronti.
La conferenza stampa
Questa mattina, 16 maggio, proprio davanti al Comune di Pescara, i vertici del Movimento Politico «Pettinari per l'Abruzzo» hanno tenuto una conferenza stampa d'urgenza.
Il presidente Domenico Pettinari e i consiglieri comunali Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea hanno espresso profonda preoccupazione per le notizie emerse, definendo le ipotesi di reato di particolare gravità poiché rischiano di «minare la credibilità, il prestigio e l'autorevolezza delle istituzioni democratiche».
Pur ribadendo il principio costituzionale della presunzione di innocenza, gli esponenti di opposizione ritengono che la permanenza di Pignoli in Giunta sia ormai del tutto incompatibile con le funzioni di governo.
Il richiamo all'articolo 54 della Costituzione
Durante l'incontro con i giornalisti, i consiglieri hanno espressamente richiamato l'articolo 54 della Costituzione italiana, il quale sancisce che le funzioni pubbliche debbano essere adempiute «con disciplina ed onore».
Secondo Pettinari, Di Pillo e D'Andrea, la politica deve non solo essere onesta, ma anche apparire irreprensibile sotto ogni punto di vista. Per questo motivo è stato chiesto al sindaco Carlo Masci il ritiro senza indugio delle deleghe assessorili, qualora l'assessore non provveda a rassegnare autonomamente le proprie dimissioni immediate.
Martedì l'ordine del giorno in Consiglio Comunale
Se non arriveranno provvedimenti immediati, il gruppo presenterà martedì prossimo un formale ordine del giorno in Consiglio comunale, obbligando l'assise a esprimersi pubblicamente sulla tutela del decoro e della dignità dell'istituzione. La conferenza si è conclusa con un netto ringraziamento alla Procura della Repubblica di Pescara, in particolare al Procuratore Capo Giuseppe Bellelli e al sostituto procuratore Gennaro Varone, definiti dall'opposizione come un «presidio indiscusso di legalità» capace di operare senza timori reverenziali nei confronti del potere politico nell'esclusivo interesse della giustizia e della collettività.