Il caso
Teramo, presunto rapporto a pagamento saltato: tensione in piazza Garibaldi
di Giancarlo Falconi

TERAMO. C’è una distanza enorme tra i mondi immaginati dalla letteratura e la realtà che ogni giorno si consuma nelle strade delle città. I sogni di perfezione raccontati nei libri, le avventure fantastiche e le utopie costruite dagli scrittori si infrangono contro una quotidianità fatta di solitudine, povertà e invisibilità sociale.
Il fenomeno sociale
A Teramo, intanto, cresce il numero di persone costrette a dormire all’aperto: sette, solo nella giornata di ieri, sarebbero state segnalate nell’area del parco fluviale, mentre altre trovano riparo tra viale Bovio, la Villa Comunale, i portici di via Pannella e i fondaci ancora segnati dal terremoto.
Una presenza sempre più evidente che racconta una fragilità sociale ormai sotto gli occhi di tutti. Cartoni, coperte improvvisate e rifugi di fortuna accompagnano le notti di chi vive ai margini, in una città dove residenti e commercianti continuano a segnalare una situazione diventata cronica. E mentre il dibattito politico resta fermo tra annunci e progetti mai realmente decollati, a fare la differenza sono spesso i piccoli gesti individuali.
Il gesto di un medico
Come quello compiuto ancora una volta da un medico del Pronto Soccorso di Teramo, il dottor Cretara, che si è fermato ad acquistare la colazione per alcune persone che dormivano sotto il porticato dello Scientifico. Una stretta di mano, qualche parola, un sorriso e una sigaretta condivisa: frammenti di umanità che riescono a restituire dignità a chi sembra essere stato dimenticato da tutti.
Sullo sfondo restano le domande che da mesi accompagnano l’emergenza sociale teramana: dove sono le istituzioni, quali risposte concrete sono state messe in campo e perché la città continua a convivere con un disagio che appare sempre più senza soluzione?