L'intervento
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di Paolo Renzetti

PESCARA. È una crisi che sembra non aver fine quella del Pescara, sconfitto all'Adriatico dal Catanzaro nel match valido per la 24ª giornata di Serie B e sempre più ultimo in classifica, a -8 dalla zona playout e a -10 dalla salvezza diretta.
Gorgone in bilico: ad Avellino ultima chance
In una situazione così è ovvio che anche la panchina di Giorgio Gorgone, subentrato in corsa a Vincenzo Vivarini, inizi a traballare. E la prossima trasferta di Avellino (domenica 15 febbraio, ore 19:30) sarà decisiva per il futuro del tecnico: «Se la società mi ha confermato la fiducia? Sicuramente per la prossima partita - ha rivelato lui stesso in diretta tv ai microfoni di 'Rete8' dopo il match perso contro i calabresi - ma è normale essere in discussione, perché i risultati diventano impietosi. Quando dicevo che stavano finendo i bonus intendevo questo, perché ora paghiamo quelle partite in cui meritavamo punti e non li abbiamo fatti. Mi dispiace perché anche stasera ho visto uno stadio vero, con gente che non molla mai. Immagino sempre una serata diversa che puntualmente non si avvera e prima di tutto chiedo scusa».
La delusione per il ko con il Catanzaro
Il ko contro il Catanzaro lascia l'amaro in bocca a Gorgone: «Primo tempo brutto, perché non abbiamo fatto quello che dovevamo fare e che abbiamo invece fatto nel secondo tempo. Questo non va bene e il responsabile sono io, perché evidentemente non mi sono spiegato abbastanza bene e non sono stato abbastanza chiaro. Questo è il mio grande rammarico, perché nella ripresa ce la siamo giocata ma poi il solito errore ha chiuso una partita che invece poteva restare aperta fino all'ultimo».
La scelta di Olzer “falso nove”
“Mea culpa” anche sulla scelta di schierare in campo un Pescara senza attaccanti di ruolo e con Olzer “falso nove”: «Visto come è andato il primo tempo è stata una scelta sbagliata. L'idea iniziale era quella di avere gente di gamba in mezzo per aggredire forte i loro palleggiatori e isolare così Olzer in possibili duelli individuali contro Antonini, invece non abbiamo pressato e paradossalmente siamo stati più remissivi, ma come ho detto prima la colpa è la mia».
Il tecnico crede ancora nella salvezza del Pescara
Gorgone comunque non si arrende e non smette di credere alla salvezza del Pescara: «A questo punto c'è bisogno anche un po' di follia per affrontare questo momento, perché basta poco anche se oggi questo poco sembra quasi impossibile. Sarò un folle ma ci credo ancora anche se da oggi, senza offesa per nessuno, non potrò più fare sconti e avrò bisogno di 11 o 15 o 20 "animali" che scendano in campo in maniera diversa. Per crederci ora bisogna scavarsi dentro, voglio gente che sta zitta e che pedala. Se non sentissi la squadra con me mi farei da parte perché può capitare, ma non questo non lo vedo. Sono attaccato a un filo come è normale che sia, ma per me è vita o morte e voglio giocatori che la pensino come me, altrimenti diventa impossibile fare questa impresa».
Da Cagnano ad Altare, il punto sui nuovi arrivati
E se nel finale della gara persa contro il Catanzaro con il risultato già compromesso ha esordito Lorenzo Insigne, il tecnico ha risposto così a una domanda sul possibile impiego di altri calciatori arrivati a gennaio nel prossimo match: «I nuovi? Vediamo se Cagnano riesce a recuperare dal problemino che avuto. Altare? Con lui ci ho parlato, è un ragazzo giusto che sa che sta migliorando ma come mi ha detto lui stesso non ha i 90'. Speriamo di avere tutti a disposizione, ma ad Avellino ci sarà bisogno di chi sta meglio in assoluto».