L'intervento
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di Paolo Renzetti

PESCARA. La sconfitta di Cesena, la quarta nelle ultime sei partite (in cui sono arrivati appena due pareggi), è una mazzata per il Pescara che resta ultimo nella classifica di Serie B, staccato dalle rivali nella corsa alla salvezza. Nonostante questo Giorgio Gorgone non perde la speranza, in attesa del turno infrasettimanale che vedrà i biancazzurri tornare in campo contro il Catanzaro martedì (10 febbraio, ore 20) tra le mura amiche dello stadio Adriatico nel match valido per la 24ª giornata.
Le parole di Gorgone dopo il ko di Cesena
«Mi sento ridicolo a parlare di una buona prestazione e di una gara che potevamo riprendere e anche pareggiare - ha detto il tecnico ai microfoni di Rete8 dopo la sfida persa all'Orogel Stadium-Dino Manuzzi -. Abbiamo creato occasioni e preso gol evitabili. Il tempo passa, ma per fortuna ora ci sono due partite in cinque giorni e abbiamo la possibilità immediata di rifarci e di rimettere in piedi questa squadra, che dal punto di vista dei risultati sta andando alla deriva. Personalmente alla salvezza ci credo ancora, anche se perdere partite giocate in questo modo è qualcosa che mi preoccupa».
Il tecnico pronto a cambiare il Pescara
Con la squadra rivoluzionata nella sessione invernale di mercato, Gorgone sembra pronto a cambiare qualcosa: «Non credo sia un problema di modulo - ha sottolineato l'allenatore del Pescara -, ma sono arrivati otto giocatori nuovi e devo valutare tante cose. C'è da fare di più, me in primis perché sono eternamente in discussione con me stesso. Per me è un “all-in” e serve coraggio, bisogna crederci e modificare delle cose se necessario, per cercare di smuovere qualcosa perché potrebbe esserci una chiave diversa. L'obiettivo è trovare la soluzione giusta per mettere i giocatori nelle migliori condizioni, limare gli errori e continuare a crederci. Lo so che c'è pessimismo e che si respira delusione, ma c'è ancora la possibilità di rimettersi in carreggiata e di giocarci fino alla fine le nostre chance, aspettando che qualche ragazzo riesca ad entrare in forma velocemente. C'è ancora margine: bisogna scavarsi dentro, andare oltre e dare l'anima fino alla fine».
Speranza ancora viva in attesa del Catanzaro
Il tecnico, insomma, non si arrende e prova a indicare la strada ai suoi prima delle due sfide ravvicinate contro il Catanzaro e l'Avellino (domenica 15 febbraio, ore 19:30, allo stadio Partenio): «Ogni volta che prendiamo gol è un macigno, perché i ragazzi vedono lo spettro di un'altra sconfitta. Se qui dico in maniera pacata che ci credo è per un senso di pudore e per non infastidire i tifosi e chi oggi soffre per il Pescara quanto soffriamo noi, altrimenti sembra che io stia solo mantenendo una poltrona. Per quanto mi riguarda però ci credo fermamente e nei 40 minuti passati nello spogliatoio con i ragazzi dopo la partita non ero così. Non posso comunque mostrare a voi come sono, altrimenti diventa cinema e il cinema lo lascio fare agli altri. Io darò l'anima per questa causa, con parole e atteggiamenti penso di trasferire tutto questo alla squadra e se non dovessi essere bravo a trasferirlo lo valuteranno gli altri. Ovviamente sono preoccupato - ha chiosato Gorgone -, ma martedì mi giocherò la vita come sempre».