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Maxi operazione contro la pedopornografia: blitz della polizia anche a Pescara

Coinvolte 17 città italiane in un'inchiesta della Procura di Catania. Sette gli arresti eseguiti e trenta gli indagati: sequestrati numerosi dispositivi informatici con materiale illegale.

Maxi operazione contro la pedopornografia: blitz della polizia anche a Pescara
di Luca Di Renzo
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PESCARA. Una vastissima operazione di polizia contro il fenomeno della pedopornografia online ha scosso l'Italia. La polizia Postale ha eseguito una maxi operazione che ha visto il coinvolgimento di ben 17 città italiane, tra cui Pescara, nella giornata di oggi, 8 luglio. L'azione è scaturita da un'inchiesta della Procura distrettuale etnea per contrastare la divulgazione e la detenzione di materiale pedopornografico, portando all'arresto di sette persone e all'iscrizione nel registro degli indagati di altri trenta soggetti.

Oltre 100 operatori della polizia Postale sono stati impegnati nella complessa esecuzione di perquisizioni personali e informatiche su tutto il territorio nazionale. L'attività investigativa, coordinata dal Centro operativo per la sicurezza Cibernetica di Catania in sinergia con il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, ha permesso di sequestrare numerosi dispositivi informatici. Questi ultimi contenevano decine di migliaia di file di natura illecita, alcuni dei quali ritraenti minori oggetto di abusi in età infantile.

Un'indagine capillare su tutto il territorio

L'identificazione degli utenti coinvolti nello scambio di immagini e video ha richiesto un lungo e meticoloso lavoro di approfondimento investigativo, che ha incluso anche l'acquisizione di dati all'estero.

Gli indagati, tutti di sesso maschile e di età compresa tra i 19 e i 59 anni, appartengono a diverse estrazioni sociali, a testimonianza della trasversalità del fenomeno. Oltre a Pescara, le città interessate dal provvedimento includono Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, Catanzaro, Enna, Frosinone, Lodi, Milano, Nuoro, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona. Attualmente, il materiale sequestrato è al vaglio degli inquirenti per identificare ulteriori responsabilità e, soprattutto, per dare un volto alle piccole vittime.