Il caso
Pescara, rapina in un supermercato del centro - Banditi in azione con pistola e bastone
di Luca Di Renzo

PESCARA. Due giorni dopo la chiusura della sessione invernale di calciomercato e ad altrettanti dalla sfida sul campo del Cesena, in programma venerdì (6 febbraio, ore 20:30) e valida per la 23ª giornata di Serie B, il Pescara ha presentato presso la sala conferenze dell'Hotel Ekk gli otto nuovi arrivati. Gaston Brugman e Davide Bettella sono già scesi in campo contro il Mantova e per loro, come per Lorenzo Insigne, si è trattato di un ritorno mentre si tratta della prima avventura in biancazzurro per Gennaro Acampora, Andrea Cagnano, Giorgio Altare, Flavio Russo e Fanne Dabo Mouhamed Lamine.
Insigne e la scelta di Pescara
Il più atteso dai tifosi è evidentemente Insigne, di nuovo a Pescara a 14 anni dalla promozione in A conquistata al fianco di Ciro Immobile e Marco Verratti (ora socio del presidente Daniele Sebastiani) e con Zdenek Zeman in panchina: «I ricordi sono tanti qui e sono tutti belli - ha detto ai cronisti il 34enne fantasista napoletano -. Al Pescara devo tanto, perché mi ha dato la possibilità di mettermi in mostra e affermarmi nel calcio dei grandi e io spero ora di ricambiare l'affetto, la fiducia e l'amore che tutti qui mi hanno dimostrato. Lo so che i tifosi non vedono l'ora di vedermi in campo e anche io non vedo l'ora di giocare. L'altro ieri per la prima volta ho fatto due allenamenti completi con la squadra e mi sento abbastanza bene. Abbiamo studiato una tabella personalizzata per farmi arrivare al più presto al 100% della condizione e intanto spero di fare uno spezzone di partita già da Cesena. Contro il Mantova il mister mi ha chiesto se mi sentivo di fare una decina di minuti, ma ho preferito aspettare per non rovinare tutto quello che stiamo facendo. Sono molto contento di essere qui e di mettermi a disposizione per aiutare la squadra e la società».
I retroscena su Immobile, Verratti e Zeman
Insigne ha racconta come è ha preso forma l'idea del suo ritorno: «Ho avuto tante offerte dall'estero, ma ho parlato con la mia famiglia e dopo i tre anni in Canada, dove siamo stati benissimo, ho preferito restare in Italia. Potevo andare in qualche squadra di B messa meglio in classifica, ma al cuore non si comanda e al presidente l'ho detto subito: o Napoli o Pescara». Il fantasista, campione d'Europa nel 2021 con l'Italia di Roberto Mancini, ha svelato poi qualche retroscena su Immobile, Verratti e Zeman: «Ciro non l'ho sentito perché anche per lui gli ultimi giorni di mercato sono stati un po' burrascosi, visto che ha cambiato squadra (passando dal Bologna ai francesi del Paris FC, ndr). Con Marco invece mi sento quasi tutti i giorni ed è anche grazie a lui se sono qui. Mister Zeman? L'ho sentito un paio di giorni fa e mi ha detto: "Fammi divertire". Per me lui è stato un secondo papà, ha creduto in me già al Foggia in C ed è una persona speciale. Spero di riabbracciarlo presto di persona».
Le parole di Brugman
Queste invece le parole del 33enne regista uruguaiano Gaston Brugman, anche lui alla sua seconda avventura a Pescara: «Dopo essermi allenato con la squadra ed essere entrato contro il Mantova, sono ancora più contento della decisione presa e credo ancora di più alla salvezza. Ho ritrovato una città bellissima, una società e uno spogliatoio che sono come una famiglia e dei tifosi pazzeschi, che ringrazio anche per tutti i messaggi che mi hanno mandato in questi sei anni chiedendomi di tornare. Avevo un paio di offerte nella Mls ma avevo bisogno di stimoli nuovi e li ho trovati in questa sfida, che sarà una delle più difficile della mia carriera anche se sono convinto che ce la possiamo fare. Ci sarà da lottare».
La carica di Altare
Ha parlato anche il 27enne difensore Giorgio Altare, arrivato via Venezia dalla Sampdoria e pronto a rimettersi in pista dopo l'infortunio al ginocchio dello scorso maggio: «Sono carico - ha detto -. Sono venuto qui per la volontà del presidente e del mister, con tanta voglia di rimettermi in gioco e a disposizione per dare il mio contributo. Il singolo non va da nessuna parte, è il gruppo che deve portare il Pescara a conquistare il proprio obiettivo. Già mi stavo allenando nella Sampdoria e mi sento pronto, sarà il mister a decidere quando e in che posizione mi vorrà utilizzare. Cercherò di trasmettere anche ai compagni la mia esperienza e la mia determinazione».