Il caso
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di Luca Di Renzo

MONTESILVANO. Il Comune di Montesilvano consolida la sua posizione di avanguardia nel panorama delle politiche sociali e pedagogiche attraverso una sinergia istituzionale senza precedenti. È stato ufficialmente siglato un protocollo d’intesa strategico tra il Dipartimento di Scienze Filosofiche, Pedagogiche e Sociali dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” e l’Azienda Speciale per i servizi sociali.
La firma
L’accordo, sottoscritto dal direttore Adriano Ardovino e dalla presidente Sandra Santavenere, punta a integrare la ricerca scientifica d’eccellenza con l’operatività quotidiana dei servizi. L'obiettivo è creare un ecosistema formativo dove la teoria accademica diventa pratica concreta a beneficio dei cittadini. Il progetto si fonda su metodologie innovative come la ricerca-azione e il service learning, prevedendo l'attivazione di tirocini curriculari sotto il coordinamento della professoressa Patrizia Garista.
Le dichiarazioni
Il sindaco Ottavio De Martinis ha definito l'intesa un investimento sul capitale umano, capace di trasformare la città in un modello di innovazione pedagogica regionale. La responsabilità scientifica è affidata alla professoressa Patrizia Garista, che ha sottolineato l'importanza delle partnership pedagogiche per generare pratiche anticipatorie nell'inclusione sociale.
Secondo Sandra Santavenere, il protocollo nasce dall'osservazione dei bisogni reali per costruire servizi su misura. Attraverso workshop e la diffusione di kit didattici, Montesilvano punta a diventare un punto di riferimento nazionale per la ricerca applicata ai servizi alla persona, mettendo al centro il benessere delle famiglie e il futuro dei giovani.
Mentre per la professoressa Patrizia Garista le alleanze educative e le partnership pedagogiche rappresentano gli strumenti privilegiati di questo protocollo d’intesa basato sulle dimensioni della reciprocità, della valorizzazione delle risorse e delle professionalità dell’eco-sistema formativo del territorio.
L’incontro con la presidente Sandra Santavenere e il suo gruppo di lavoro ha dato vita a un circolo virtuoso di riflessioni sulle pratiche migliori e quelle che oggi definiamo pratiche “anticipatorie”, capaci di generare idee innovative e futuri dell’educazione e dell’inclusione sociale.