L'evento
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di Luca Di Renzo

PESCARA. Sono undici le persone coinvolte in una frode fiscale da 200 milioni di euro. È la sintesi dell'attività di polizia giudiziaria ed economico finanziaria, condotta nei giorni scorsi dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale Varese, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Busto Arsizio.
A 11 imprenditori residenti principalmente nelle province di Caserta, Napoli, Milano, Potenza e Roma, è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari: sono stati ritenuti rei di aver acquistato e detenuto, da società inesistenti, crediti d'imposta fraudolenti in attesa di poterli compensare con tasse, imposte e contributi
Il meccanismo
Il sistema di frode era perciò finalizzato all'indebita generazione di crediti fiscali per importi milionari. Lo scorso luglio i finanzieri della Compagnia Gallarate e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica di Busto Arsizio, avevano dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo di circa 200 milioni di euro nei confronti di 19 società.
Le società
Erano queste le beneficiarie della frode in quanto compensatrici. Erano state poi chiuse ulteriori 45 società definite "cartiere", utili alla generazione fraudolenta e successiva cessione del credito d'imposta, erano dislocate nelle province di Modena, Savona, Caserta, Treviso, Brescia, Milano, Napoli, Torino, Pescara e Roma.
Otto tra queste società destinatarie del provvedimento hanno deciso in maniera autonoma di elidere il credito di imposta contestato: vi hanno rinunciato con dichiarazione integrativa, consentendo il recupero per lo Stato di circa 36 milioni di euro.