Lo schianto
Chieti, incidente sull'asse attrezzato: auto finisce contro il guardrail e blocca il traffico
di Luca Di Renzo

CHIETI. Il 26 aprile 1986 l’esplosione del reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl segnò l'inizio di una delle più grandi catastrofi ambientali della storia, ma diede anche il via a una straordinaria mobilitazione umanitaria che vide l’Abruzzo in prima linea. Tra le migliaia di bambini accolti per i cosiddetti soggiorni terapeutici, c'era anche Victoria, una bambina ucraina giunta a Cepagatti (Pescara) e accolta dalla famiglia di Annalisa. Quello che doveva essere un semplice progetto di assistenza si è trasformato in un’amicizia profonda, capace di superare i decenni e di resistere a nuove, drammatiche sfide.
La stagione dei soggiorni terapeutici e il ruolo dell'Abruzzo
All’indomani del disastro, l’Abruzzo si distinse come una delle regioni italiane più ospitali. Grazie a una vera gara di solidarietà promossa da enti locali, associazioni e con il supporto della TGR, centinaia di famiglie aprirono le proprie case ai "bambini di Chernobyl". L'obiettivo era scientifico oltre che umano: restare lontano dalle zone contaminate permetteva di abbattere drasticamente la concentrazione di radiazioni nell'organismo. I dati clinici dell'epoca confermarono l'efficacia di questi scambi: i soggiorni ripetuti portarono a una riduzione fino al 50% di patologie come anemie, infezioni ricorrenti e lo sviluppo di noduli tiroidei. Storici appelli, come quello del giornalista Mario Santarelli, mobilitarono l’opinione pubblica abruzzese per garantire accoglienza durante le vacanze natalizie ed estive.
Un’amicizia nata dalle macerie di Chernobyl
Per Victoria e Annalisa, l’incontro avvenuto a Cepagatti quarant'anni fa non è stato solo un passaggio temporaneo. La loro unione è cresciuta anno dopo anno, curando non solo i postumi fisici delle radiazioni, ma anche lo shock psicologico e le sindromi di abbandono tipiche dei bambini provenienti da aree colpite da disastri. Per sedici anni, i viaggi tra l'Ucraina e l'Italia sono stati una costante, trasformando un legame di accoglienza in una vera e propria sorellanza.
Il ritorno a Cepagatti: la solidarietà oltre la guerra
La storia ha tristemente presentato un nuovo conto nel 2022, con lo scoppio della guerra in Ucraina. Di fronte alla minaccia delle bombe, Victoria ha trovato ancora una volta rifugio nel luogo che l'aveva salvata da bambina. Oggi è di nuovo a Cepagatti, ospitata con i suoi figli a casa di Annalisa. Questo anniversario della tragedia di Chernobyl non è dunque solo una ricorrenza legata alla memoria del dolore, ma la celebrazione di un legame umano incancellabile. La rete di solidarietà tessuta quarant'anni fa ha dimostrato di essere più forte del tempo e dei conflitti, confermando l'Abruzzo come terra di accoglienza e l'amicizia tra queste due donne come il simbolo di una speranza che non si arrende.