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L'emergenza

Carcere di Pescara, nuova aggressione: detenuto psichiatrico ferisce due agenti della polizia penitenziaria

Allarme sicurezza nel penitenziario ad opera di un detenuto con problemi psichiatrici e senza cure. L'unione sindacati polizia penitenziaria Abruzzo chiede il trasferimento immediato del detenuto

Carcere di Pescara, nuova aggressione: detenuto psichiatrico ferisce due agenti della polizia penitenziaria
di Luca Di Renzo
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Un nuovo episodio di cronaca riaccende drammaticamente i riflettori sul tema della sicurezza nelle carceri italiane: un detenuto con problemi psichiatrici ha aggredito violentemente due agenti della polizia penitenziaria, ferendoli, all'interno del carcere di Pescara, nelle scorse ore, in seguito alla sospensione delle cure mediche da parte del soggetto, scatenando una gravissima emergenza legata alla gestione dei detenuti psichiatrici e alla carenza di supporto sanitario h24. La notizia è stata resa nota da Sabino Petrongolo, segretario regionale dell'Unione sindacati di polizia penitenziaria Abruzzo, che denuncia l'insostenibilità di una situazione al limite.

Il dramma della gestione psichiatrica dietro le sbarre

Il detenuto protagonista di questo gravissimo episodio non è nuovo a condotte violente: si era infatti già reso responsabile, in passato, di una precedente aggressione ai danni di un medico all'interno dell'istituto. Tale situazione critica è ulteriormente aggravata dal fatto che, in questo momento, il paziente ha interrotto ogni tipo di trattamento terapeutico. La chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, avvenuta nel passato, ha lasciato un vuoto normativo e strutturale profondo, costringendo il personale penitenziario a gestire quotidianamente soggetti con importanti patologie psichiatriche senza possedere gli strumenti e la preparazione specialistica adeguati. Il sindacato USPP evidenzia come il personale della polizia penitenziaria si ritrovi di fatto solo a fronteggiare emergenze di natura sanitaria complessa.

Carenza di personale sanitario e le richieste urgenti del Provveditorato

La falla nel sistema è evidente soprattutto nei turni di copertura medica e psichiatrica. Come sottolineato dai rappresentanti sindacali, a Pescara la psichiatra garantisce la presenza esclusivamente al mattino, dalle ore 8.00 alle ore 14.00. Dalle ore 14.00 fino al giorno successivo, questi pazienti complessi e ad alto rischio restano totalmente affidati alla sola custodia della polizia penitenziaria.

In risposta all'accaduto, il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria per Lazio, Abruzzo e Molise ha richiesto il trasferimento immediato del detenuto per ristabilire l'ordine e garantire l'incolumità degli operatori.

L'adeguatezza della struttura e l'appello per la sanità h24

Quanto accaduto nel penitenziario pescarese riapre inevitabilmente il dibattito sull'adeguatezza strutturale degli istituti di pena.

La questione non riguarda esclusivamente l'idoneità logistica complessiva del carcere di Pescara, che dispone internamente di una sezione teoricamente dedicata a contenere questa tipologia di soggetti. Il vero nodo cruciale è che la sanità pubblica deve farsi carico in prima persona di questi pazienti garantendo un'assistenza continua e specializzata h24, sgravando gli agenti da compiti di assistenza psichiatrica che non competono alle forze di polizia.

Luca Di Renzo