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Lo stupore

Ampliamento Conservatorio Luisa d’Annunzio, il Cda: «Noi mai informati»

A tutt’oggi gli uffici non hanno ricevuto neppure comunicazione del progetto che costerà 15 milioni di euro

Il rendering del nuovo conservatorio
Il rendering del nuovo conservatorio
di Paolo Renzetti
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PESCARA. Dopo l’annuncio da parte dell’Amministrazione comunale di Pescara dell’imminente avvio dei lavori di ampliamento del Conservatorio «Luisa d’Annunzio» arriva, nella mattinata di sabato 17 gennaio, la risposta dell’ente musicale che, attraverso una nota, manifesta lo stupore per non essere stato interpellato e aver appreso la notizia dagli organi di stampa. 

«Il Consiglio d’amministrazione del Conservatorio di musica Luisa d’Annunzio di Pescara apprende dagli organi di informazione, che a loro volta l’hanno appreso in una conferenza stampa a Palazzo di Città, che l’amministrazione comunale ha completato l’iter progettuale dell’annosa vicenda della nuova sede nell’ex scuola Muzii. In tale circostanza sarebbe stato annunciato anche l’inizio dei lavori di qui a tre mesi. Il condizionale è d’obbligo, poiché non sarà sfuggito ai giornalisti presenti come notorio ai promotori dell’appuntamento mediatico, che incomprensibilmente - spiegano nella nota i vertici dell’istituto musicale - l’attore principale di questa vicenda, il Conservatorio appunto, era assente; così com’era assente il suo logo dal materiale stampa. Ma non certamente per sua scelta. Il rispetto dei ruoli, la semplice cortesia istituzionale e l’attenzione che si deve a una realtà prestigiosa e storica del tessuto culturale cittadino, regionale e nazionale, avrebbero voluto che i vertici artistici, amministrativi e d’indirizzo del «Luisa d’Annunzio» fossero stati per lo meno informati e coinvolti alla presentazione alla città».

Poi scrivono: «Non è solo atto di pura cortesia, ma anche di educazione istituzionale oltre che, nello specifico, di preciso e logico obbligo. L’omissione sarebbe stata censurabile anche se la conferenza stampa fosse stata soltanto politica, e invece è stata anche tecnica, quindi l’estromissione del Conservatorio è ancor di più sorprendente e sconcertante».

«Tale atteggiamento è stato giustamente censurato dal CdA riunitosi in data 16 u.s., a tutela del buon nome, della terzietà e del ruolo dell’istituto. A tutt’oggi gli uffici non hanno - conclude la nota del Conservatorio Luisa d’Annunzio - ricevuto neppure comunicazione del progetto de quo, per il quale è prevista una spesa di 15 milioni di euro, 10 dei quali ministeriali. Altre parole sono superflue, ma non l’auspicio che adesso, come preannunciato, inizino davvero i lavori per dotare il Conservatorio di una sede idonea, funzionale e moderna, e non sia l’ennesimo proclama. Il quarto o il quinto, in questa storia».