L'accordo
Imprese e ambiente, nuova alleanza in Abruzzo: Confindustria e Arpa firmano l’intesa
di Luca Di Renzo

PESCARA. Il quadro della sicurezza per chi opera nelle strutture della Regione Abruzzo si fa preoccupante. Secondo l’ultima relazione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata dal ministero della Salute, che monitora la situazione per contrastare le violenze verbali e fisiche commesse da pazienti e caregiver, si contano circa duecento episodi di violenza che hanno coinvolto trecento professionisti del settore.
I dati evidenziano una netta prevalenza di vittime femminili, che rappresentano oltre il 70% dei casi totali. La fascia d'età più colpita è quella compresa tra i 40 e i 49 anni, mentre a livello professionale sono gli infermieri a subire il maggior numero di attacchi (quasi il 60%), seguiti da medici e operatori socio sanitari.
La maggior parte degli eventi critici si consuma all'interno delle mura ospedaliere, con una concentrazione specifica nelle aree di degenza, nei reparti di pronto soccorso e nei servizi psichiatrici. Sul territorio, invece, il rischio maggiore si registra negli istituti penitenziari. Le aggressioni avvengono principalmente durante i giorni feriali e nelle ore mattutine.
L'analisi dell'Osservatorio rivela che la violenza è di stampo verbale in sette casi su dieci, ma resta significativa la quota di aggressioni fisiche. Nella maggior parte delle circostanze, l'autore delle minacce o delle percosse è lo stesso utente-paziente, seguito da parenti e conoscenti. Il report mette a nudo la fragilità del sistema di protezione per gli operatori della sanità abruzzese, rendendo urgenti nuove misure di prevenzione.