Serie B
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di Giuliano De Matteis

PESCARA. A ottant’anni dal suffragio universale, dalla nascita della Repubblica e dall'elezione dell'Assemblea costituente, Pescara ha omaggiato due protagoniste abruzzesi della nascita della Repubblica e della Costituzione italiana: a farlo i partecipanti del convegno "Le donne nella Costituente: il contributo delle abruzzesi onorevoli Filomena Delli Castelli e Maria Agamben Federici", promosso dal Comitato pari opportunità dell'Ordine degli avvocati di Pescara.
Gli interventi
L'incontro è stato aperto dai saluti istituzionali dell'avvocata Daniela Terreri, vicepresidente dell'Ordine degli avvocati di Pescara, dell'avvocata Chiara Sabatini, segretaria della Fondazione Forum Aterni, e dell'avvocato Marco Pellegrini, presidente del Comitato pari opportunità dell'Ordine forense pescarese. A moderare i lavori l'avvocata Federica Chichiricò.
Nel suo intervento Sabatini ha ripercorso i principali risultati ottenuti dalle costituenti sul piano dei diritti: dalla tutela della famiglia come nucleo fondamentale della società alla pari dignità dei coniugi, dal riconoscimento della maternità e del diritto al lavoro fino alle battaglie successive per la parità salariale e l'accesso delle donne alle cariche pubbliche.
«Donne che hanno tracciato una strada - ha osservato Sabatini - e grazie alle quali si può sperare di arrivare a una parità piena tra uomini e donne».
Pellegrini ha sottolineato il valore della Costituzione come testo capace di «aprire lo sguardo al futuro», ricordando il contributo delle due esponenti cattoliche alla stagione costituente.
Donne abruzzesi protagoniste nella Storia
Maria Agamben Federici fece parte della Commissione dei 75 incaricata di redigere il progetto della Carta, mentre Filomena Delli Castelli intervenne nel dibattito sul ruolo della famiglia, sostenendone il valore come diritto naturale da tutelare.
Filomena Delli Castelli (1916-2010), originaria di Città Sant'Angelo, in provincia di Pescara, fu insegnante, partecipò alla Resistenza e all'Azione cattolica. Deputata e sindaca di Montesilvano, promosse i diritti delle donne, l'istruzione e la cultura, valorizzando il patrimonio locale e introducendo iniziative come la cinematografia scolastica. Dopo la politica lavorò all'Istituto Luce e in Rai dove si occupò della 'Tv dei ragazzi'.
La memoria
A ricordarne la figura è stato il nipote Antonio Delli Castelli, secondo il quale il messaggio lasciato da quelle due protagoniste resta ancora attuale. «Molte delle visioni che avevano indicato non sono completamente realizzate - ha osservato Delli Castelli - a partire dal principio di uguaglianza piena tra le persone e dalla centralità dell'educazione dei giovani».
Nel corso del suo intervento Delli Castelli ha citato il pensiero storico della zia sulla conquista del voto femminile: «Eravamo consapevoli - disse Filomena - che il voto alle donne costituiva una tappa fondamentale della grande rivoluzione italiana del dopoguerra. Non saremmo state più considerate solo casalinghe o lavoratrici senza voce, ma protagoniste della nuova politica italiana».
Maria Agamben Federici (1899-1984), di origine armena ma nata all'Aquila, fu insegnante, attiva nella Resistenza e nel sociale, fondò l'Anfe per sostenere emigrati e famiglie e promosse istruzione e inclusione. Deputata e leader cattolica, si batté per i diritti delle donne e della famiglia. Dopo la politica continuò a guidare l'Anfe, curando progetti educativi e sociali fino al 1981, e si dedicò alla scrittura e all'assistenza sociale.
Il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini, delegato Anfe Abruzzo, ha approfondito l'impegno di Maria Agamben Federici nella terza sottocommissione sui diritti dei cittadini e nella tutela delle famiglie degli emigrati, sottolineando come il suo lavoro abbia lasciato un'impronta duratura nella promozione dei diritti civili, dell'istruzione e dell'inclusione sociale.