Abruzzo Daily

Logo
Logo
Sanità

Teramo, bambini e diagnosi in ritardo: la corsa contro il tempo delle famiglie

La richiesta è chiara: appuntamenti entro il mese di maggio e risultati dei test entro luglio, così da permettere alle scuole di predisporre per tempo il piano educativo

L'ospedale Mazzini di Teramo
L'ospedale Mazzini di Teramo
di Giancarlo Falconi
2 MINUTI DI LETTURA

TERAMO. Mentre a Teramo il dibattito politico si concentrava sulle dinamiche delle elezioni provinciali, con toni e strategie che ricordavano una vera e propria prova generale delle politiche, nelle case di molte famiglie della provincia si viveva tutt’altra realtà. Tra preoccupazioni e incertezze, alcuni genitori affrontavano l’angoscia legata alle difficoltà dei propri figli e all’avvicinarsi di settembre, mese in cui prenderà il via un nuovo anno scolastico.

Negli ultimi giorni, alcuni segnali positivi sono arrivati sul fronte delle liste d’attesa. Diversi genitori hanno riferito che alcune prenotazioni, inizialmente fissate addirittura per il 2028, sono state anticipate fino a novembre 2026. Un cambiamento improvviso che molti hanno accolto con sollievo. Più che un miracolo, però, sembrerebbe il risultato dell’attenzione sollevata anche dal lavoro dei giornalisti e dalle segnalazioni delle famiglie.

Il problema, tuttavia, resta tutt’altro che risolto. Con i tempi necessari per l’esecuzione dei test e per l’elaborazione dei risultati, il rischio concreto è che si superi nuovamente il 2027, riportando la situazione al punto di partenza. Un ritardo che pesa soprattutto sui ragazzi che hanno bisogno di un percorso diagnostico e di un piano personalizzato.

Nel frattempo, i genitori hanno chiesto chiarimenti anche sul ruolo del direttore sanitario e responsabile regionale delle liste d’attesa, Maurizio Brucchi. È possibile che non fosse pienamente informato sull’andamento del servizio di Neuropsichiatria infantile, ma la crescita esponenziale dei ritardi e l’urgenza delle situazioni richiedono una risposta tempestiva e una gestione più attenta.

Per questo motivo le famiglie hanno deciso di rivolgersi direttamente al direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia. La richiesta è chiara: appuntamenti entro il mese di maggio e risultati dei test entro luglio, così da permettere alle scuole di predisporre per tempo il piano educativo e didattico degli studenti coinvolti. Non si tratta di una concessione straordinaria, ma del riconoscimento di un diritto fondamentale per i ragazzi e le loro famiglie.