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L'Aquila, Abruzzo in bolla: quarta edizione dell'evento dedicato agli spumanti
di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. "Vi racconto L'Aquila" (Masciulli Edizioni), il nuovo libro della scrittrice, saggista e giornalista abruzzese, Monica Pelliccione, è un viaggio affascinante alla scoperta della città Capitale italiana della cultura.
Un'opera che nasce dal desiderio di svelare suggestioni sopite e inni di gloria, in un percorso d'incastri, tra reminiscenze antiche e moderne: rappresentazioni che catturano la scena di una bellezza eterna.
La presentazione giovedì 18 giugno alle 20.30 all'auditorium del Parco, all'Aquila.
L'autrice dialogherà con il giornalista, Giustino Parisse, Luca Telese, e con le istituzioni presenti, tra magia e mistero, esoterismo e spiritualità, aneddoti, segreti e miti per tratteggiare il volto meno conosciuto della città.
Giochi di luce e immagini sacrali s'intrecciano in racconti conti e vivide sequenze: una sorta di romanzo della memoria in cui ritrovarsi, sfogliando ordinatamente le pagine della propria esistenza. In bilico tra passato e futuro. Il libro, con la prefazione del caporedattore Rai Uno Cultura, Gianni Maritati, incarna un omaggio alle origini dell'autrice, che ha all'attivo già nove saggi dedicati all'Aquila e alla terra d'Abruzzo.
«Per raccontare una città bisogna averla impressa sulla pelle. Sentirne il profumo, negli angoli più reconditi - dichiara Pelliccione - coglierne gli scorci lontani, persi nei tramonti e nelle albe silenziose. Averne condiviso l'infanzia e i giochi di fanciulla, i palpiti adolescenziali e le conquiste, in un perenne divenire di giorni e di vita. Non vi è nulla che possa essere lasciato al caso nell'inerpicarsi geniale delle pietre, nel dedalo di vicoli che intesse la tela urbana. In ogni passo, una nuova scoperta nella meraviglia dell'architettura, tra i tesori nascosti all'occhio disattento e vulnerabile. L'Aquila con i suoi ricchi paramenti invita a perdersi tra le chiese e le piazze, con il naso all'insù per scorgere tra i bianchi angolari i gigli incastonati come fori dal primaverile incanto. Il borgo antico, percosso dalla furia della natura, rinato nei secoli per volontà imperterrita, accompagna il visitatore per mano seguendo il filo narrativo della storia. Così mi piace narrare L'Aquila, con i suoi intensi palpiti, guidata dal sentimento che anima la lettura più inedita e celata di una città dagli innumerevoli incanti. L'Aquila dei simboli e del 99, di Federico II e della Perdonanza celestiniana. Dei monumenti e del Gran Sasso, dei castelli e del contado. La città delle acque e del perdono. Un libro nato come un piccolo scrigno dedicato agli aquilani, per riscoprire l'identità più forte della città. E ai turisti, per guardare più in là della fontana delle 99 Cannelle, della chiesa delle Anime Sante, della basilica di Collemaggio. Dove tutto è stupore e incanto».