«Aveva trovato la sua strada»: il ricordo di Youssouf nelle parole di "Mamma Africa"
La testimonianza «All’inizio parlava poco, era molto riservato», ricorda Barbara Monaco
TERAMO. La notizia della morte di Youssouf, il 33enne di origine ivoriana residente a Teramo e deceduto nel tragico incidente sul lavoro avvenuto nel cantiere dell’Anello dei Sibillini, ha colpito profondamente chi lo aveva conosciuto nel corso degli anni.
Tra loro c’è Barbara Monaco, per tutti "Mamma Africa", figura da sempre impegnata nell’accoglienza e nell’inclusione di tanti giovani arrivati dall’Africa nel territorio teramano.
Youssouf era uno dei ragazzi che aveva incrociato il suo cammino. Un percorso iniziato con la timidezza di chi arriva in un Paese nuovo e deve ricostruire da zero la propria esistenza. «All’inizio parlava poco, era molto riservato», ricorda Barbara. Con il passare del tempo, però, quel giovane uomo aveva imparato a farsi conoscere per la sua disponibilità, il suo carattere gentile e soprattutto per quel sorriso che chi lo ha frequentato difficilmente riuscirà a dimenticare.
Dietro quel volto sereno si nascondeva una storia complessa, segnata da un viaggio difficile e da esperienze dolorose. Come molti migranti, aveva portato con sé ferite profonde e ricordi che raramente trovavano spazio nei racconti quotidiani. Nonostante tutto, aveva scelto di guardare avanti, costruendo il proprio futuro attraverso il lavoro e l’impegno.
Negli anni trascorsi a Teramo aveva svolto diverse attività, riuscendo a integrarsi pienamente nella comunità locale. Era orgoglioso della propria occupazione e sentiva forte il dovere di aiutare la famiglia rimasta in Costa d’Avorio. Una responsabilità che affrontava con determinazione e sacrificio.
Per Barbara Monaco, che di quei ragazzi ha condiviso speranze, difficoltà e successi, il dolore è oggi difficile da nascondere. Rimangono i ricordi di un uomo che aveva trovato una propria dimensione e che considerava Teramo la sua casa. Una vita interrotta troppo presto, che lascia sgomento e tristezza in quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarne le qualità umane.