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di Redazione L'Aquila

TUSSIO. L’appello costante, sincero e spasmodico che proviene da tutta la nazione contro la violenza sulle donne, contro ogni discriminazione, è meno importante se quella panchina rossa simbolo ormai da anni dell’antiviolenza viene varata e inaugurata a Tussio? Stiamo parlando di un paesino situato sulla Piana di Navelli, una frazione del Comune di Prata d’Ansidonia, 890 metri sul livello del mare ma dal grande cuore dove quando è inverno il freddo è impossibile e quando è caldo, diciamo che è moderato ma a mezzanotte è meglio mettere una maglietta. «Sono trascorsi tre anni - scrive il signor Giordani, 87 anni, ad Abruzzo Daily - da quando abbiamo lanciato l’appello e fotografato la "nostra” panchina rossa ma qui non è cambiato nulla».
E poi: «Sono passati tre anni dall’iniziativa del nostro sindaco, Paolo Eusani, che in una gelida piazza, sferzata dal nevischio e tanto pubblico, inaugurò la famosa "poltrona rossa anti violenza”. Un tributo riservato alle nostre care e amate donne, alla piazza di Prata. Poi tutti nel salone del Comune, con interventi contro il femminicidio e festa finale, il tutto accompagnato da un bel rinfresco preparato dalle brave signore di Prata, veramente gustoso. Tre anni sono trascorsi ma, purtroppo, la strage non si ferma. Ricordiamole sempre, e soprattutto nel corso della giornata a loro dedicata dedicata, a coloro che non ci sono più, vittime di azioni sconsiderate. Dedichiamo a tutte loro un bacione e speriamo bene per un domani migliore».
E poi la firma in calce alla lettera, di questo incredibile ottantasettenne di Tussio, paese piccolo ma dal cuore grande, che ha dato i natali a due campioni del ciclismo e a uno degli imprenditori di caratura nazionale. Sarà che quell’aria porta fortuna e che anche questo piccolo appello, giunto da una persona avanti con l’età ma giovane ancora dentro, diventi decisivo.
Nel frattempo siamo con D'Annunzio che scriveva: «Ah perché non son io...con gli abitanti di Tussio?»