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Le indagini

Trova una testa di agnello appesa alla tomba del nonno a Civitella Roveto: cosa hanno scoperto i carabinieri

Prima il ritrovamento insieme a un biglietti di minacce e insulti, poi un altro atto vandalico: fino a quando tutti gli indizi hanno portato le forze dell'ordine a perquisire la casa del presunto autore

L'indagine condotta dai carabinieri (Foto di repertorio)
L'indagine condotta dai carabinieri (Foto di repertorio)
di Redazione L'Aquila
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CIVITELLA ROVETO. Una scoperta inquietante all’interno del cimitero di Civitella Roveto ha dato il via a un’indagine che, nel giro di poche settimane, ha portato all’identificazione di un presunto responsabile. Una donna, recatasi sulla tomba del nonno lo scorso 31 gennaio, ha trovato una testa di agnello appesa alla lapide, accompagnata da un biglietto contenente insulti e minacce. Un gesto che ha immediatamente fatto scattare l’allarme.

Gli episodi successivi e l’escalation delle intimidazioni

Gli episodi non si sono fermati lì. A metà febbraio, la stessa lapide è stata nuovamente presa di mira: qualcuno ha strappato via la cornice con la foto del defunto, aggravando il clima di tensione attorno alla vicenda.

Le indagini dei carabinieri

Coordinati dalla procura di Avezzano, i carabinieri della stazione di Civitella Roveto — con il supporto del nucleo forestale di Canistro — hanno avviato una serie di accertamenti che hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti utili per ottenere un decreto di perquisizione domiciliare.

La perquisizione e i ritrovamenti in casa del sospettato

L’operazione è stata eseguita nella mattina di domenica 22 febbraio. Nell’abitazione di un uomo di 61 anni, i militari hanno rinvenuto indumenti e oggetti compatibili con gli episodi contestati. Durante il controllo sono emerse anche irregolarità nella gestione delle armi legalmente detenute: alcune erano custodite senza le misure di sicurezza previste, mentre il quantitativo di munizioni trovato superava quello dichiarato.

Le accuse

Per l’uomo è scattata la denuncia in stato di libertà. Le accuse ipotizzate sono vilipendio di tombe, furto aggravato, detenzione abusiva di munizioni e omessa custodia di armi. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire il movente degli atti intimidatori.