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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. In occasione del centoundicesimo anniversario del terremoto di Avezzano, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha ricordato nella giornata di 13 gennaio, le vittime del sisma che proprio il 13 gennaio 1915 colpì la Marsica, provocando migliaia di morti e lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva abruzzese.
«Questa giornata rinnova il dovere del ricordo e il valore della solidarietà, principi che ancora oggi ci guidano nel costruire comunità più sicure e resilienti - ha sottolineato Marsilio -. Dalla tragedia del 1915 l’Abruzzo ha tratto la forza di rinascere più volte, trasformando il dolore in impegno per il futuro».
Il sisma
Il terremoto della Marsica del 1915, noto anche come terremoto di Avezzano, fu un drammatico evento sismico avvenuto mercoledì 13 gennaio 1915 che devastò la regione storico-geografica della Marsica, in Abruzzo, e le aree limitrofe del contemporaneo Lazio, come la Valle del Liri e il Cicolano, causando secondo il servizio sismico nazionale 30.519 morti. Il terremoto, classificato tra i principali sismi avvenuti in Italia per forza distruttiva e numero di vittime,interessò gran parte del Centro-Italia, con vittime e gravi danni in diverse province.
Uno strano scherzo del destino
Proprio nel giorno del centoundicesimo anniversario del terremoto di Avezzano, oggi 13 gennaio, il sisma è tornato a colpire con due scosse in Romagna di magnitudo 4.3 e 4.1. Boato e gente in strada. Ritardi e treni cancellati. La scossa più forte di magnitudo 4.3, con epicentro a 7 chilometri a Sud-Ovest di Russi, in provincia di Ravenna. L’altra nella zona di Faenza. Sisma avvertito anche a Imola, Forlì, Cesena, fino alla provincia di Rimini. Tanta paura, studenti fuori dalle aule a Mezzano evacuata una scuola per una crepa.