Trasporti
Mannetti sulla linea bus L’Aquila–Roma: «Aumenti pesantissimi dal 1° novembre. Tua riveda la decisione»
di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Piazza Duomo, a L’Aquila, si trasforma per un intero weekend in un’agorà del gusto con degustazioni, masterclass, incontri B2B, divulgazione scientifica e il debutto ufficiale della DOCG Casauria. Cresce il coinvolgimento di istituzioni, scuole alberghiere e realtà della filiera, mentre delegazioni estere e buyer aprono prospettive commerciali sempre più interessanti alle eccellenze enogastronomiche abruzzesi. «I golosi di tutte le epoche non hanno mai pronunciato il nome del tartufo senza portare la mano al cappello», scriveva Alexandre Dumas.
Un’immagine che restituisce tutto il rispetto e il fascino che questa preziosa gemma gastronomica continua a evocare: suggestioni che hanno accompagnato la quarta edizione della Fiera internazionale dei Tartufi d’Abruzzo.
Un evento ad altissima intensità di appuntamenti, incontri e degustazioni, capace di richiamare oltre 35.000 visitatori, molti dei quali da fuori regione. Un successo che va oltre il semplice richiamo dell’«oro nero» e che restituisce l’immagine di un Abruzzo ormai maturo nella promozione enogastronomica: un territorio dinamico, ben identificabile e sempre più proiettato verso palcoscenici di rilevanza internazionale.
Il cuore della manifestazione batteva tra i 60 stand dell’agrifood abruzzese, dove accanto al tartufo hanno trovato spazio zafferano, vini, birre artigianali, liquori, formaggi, mieli, legumi e produzioni tipiche di ogni angolo della regione.
A L’Aquila sono arrivati buyers da Arabia Saudita, Australia, Polonia, Lituania, Corea del Sud, Cina, Stati Uniti, Inghilterra e Spagna, coinvolti in una fitta agenda di incontri che ha già prodotto i primi accordi commerciali per tartufi, zafferano, vino, birra artigianale, liquori, farine e legumi. Un risultato che consolida il percorso di apertura internazionale intrapreso negli ultimi anni, in particolare verso i mercati del Medio Oriente, oggi tra i più dinamici e interessati ai prodotti abruzzesi. «Si tratta di mercati strategici – ha spiegato il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente – dove il nostro agrifood ha margini di crescita enormi». Tra gli appuntamenti più attesi, le masterclass degli chef Davide Nanni e William Zonfa, supportati dagli istituti alberghieri «Da Vinci – Colecchi» dell’Aquila e «Serpieri» di Pratola Peligna. Grande interesse ha suscitato anche la prima uscita pubblica della nuova DOCG Casauria, un riconoscimento che valorizza un’area vitivinicola dalla forte identità.
A completare il programma, il convegno dedicato agli effetti del cambiamento climatico sulle tartufaie, alla presenza di associazioni tartuficole, docenti universitari e ricercatori. «Possiamo parlare di un vero e proprio modello Abruzzo» ha sottolineato l’assessore Imprudente, ricordando la collaborazione tra Regione, Camere di Commercio, GAL, Fondazioni, ARPA, ARAP – tra i soggetti organizzatori della manifestazione, Consorzio Tutela Vini e amministrazioni locali. «I primi risultati, in termini di riconoscibilità dei nostri prodotti e di nuove opportunità commerciali – afferma Imprudente – sono già evidenti. Ma è solo lavorando insieme, senza steccati politici, che potremo far crescere un Abruzzo davvero coeso e sinergico nella promozione dei suoi tesori». Il respiro internazionale dell’evento è stato confermato dalla presenza delle rappresentanze diplomatiche di Giappone, Romania e Belgio, segno di una Fiera che sta conquistando, edizione dopo edizione, una posizione di rilievo nel calendario nazionale di settore.