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Mannetti sulla linea bus L’Aquila–Roma: «Aumenti pesantissimi dal 1° novembre. Tua riveda la decisione»
di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. «Con l’approvazione della delibera numero 314 dell’8 luglio 2025, la Giunta del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi conferma ancora una volta una visione miope e pericolosa dello sviluppo urbano dell’Aquila. Nel giro di poche centinaia di metri, nella zona ovest della città, tra Pettino e Cansatessa, sotto questa amministrazione stanno prendendo forma quattro centri commerciali. Una concentrazione senza precedenti, che non risponde a nessuna logica di pianificazione seria e che dimostra come il sindaco continui a governare senza una strategia complessiva, inseguendo operazioni che favoriscono la grande distribuzione a discapito della città reale».
Lo afferma il capogruppo Avs al Consiglio comunale del capoluogo abruzzese, Lorenzo Rotellini.
Per l'esponente dell'opposizione «Biondi racconta da anni una città in crescita, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: il centro storico fatica a ripopolarsi, le attività di prossimità chiudono una dopo l’altra, intere porzioni di centro restano spente. Davanti a questo scenario, la risposta del sindaco è sempre la stessa: altro cemento, altre superfici commerciali, altri centri lontani dal cuore della città.
Definire questa scelta “interesse generale” è un atto di pura propaganda. L’interesse generale sarebbe sostenere il commercio locale, rafforzare la residenzialità nel centro storico, tutelare chi ha investito nella ricostruzione e nel rilancio della città storica. Invece, con queste decisioni, il sindaco Biondi contribuisce ad allontanare persone e servizi dal centro, accelerandone il declino. Intanto altre attività del Centro Storico chiudono le loro saracinesche per sempre».
Commercio
«Questa amministrazione distribuisce metri quadri di commercio ai privati e poi tenta di compensare con iniziative simboliche, eventi o luminarie. Ma le imprese non vivono di spot: vivono di politiche strutturali, di una città che funzioni tutto l’anno. Politiche che oggi non esistono - conclude Rotellini -. Il risultato è evidente: una città sbilanciata, congestionata a ovest e sempre più vuota nel suo centro storico. Un modello che non crea sviluppo duraturo, ma solo consumo di suolo e concorrenza distruttiva tra attività».