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In aula

Sette anni di dubbi, ora la verità: assolti i due imputati per la morte di Collinzio D'Orazio

Cadono tutte le accuse per Sante Mostacci e Mirko Caniglia: hanno dovuto difendersi dall'ipotesi di abbandono di incapace

Collinzio D'Orazio
Collinzio D'Orazio
di Pino Veri
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SAN BENEDETTO DEI MARSI. Una storia che per sette anni si è mossa tra colpi di carattere giudiziario e sentimenti di pietà, quella di Collinzio D’Orazio che, quando aveva 51 anni, scomparve da casa e fu trovato morto poco lontano dalla sua San Benedetto dei Marsi, a ridosso del fiume Giovenco (del caso si interessò anche la trasmissione televisiva Chi l'ha visto).

L’assoluzione arrivata da Perugia

A tarda ora mercoledì 21 gennaio è arrivata da Perugia la notizia dell’assoluzione di Fabio Sante Mostacci e Mirko Caniglia, accusati di averlo lasciato senza aiuto né conforto quella sera, lui che per una malattia non reggeva l’alcol.

Il dubbio che ha attraversato un’intera comunità

Potevano salvarlo non abbandonandolo e avendo compreso il dramma oppure no? Per tanto tempo, dal 23 febbraio del 2019, epoca dei fatti, se lo chiesero in paese, in Marsica e in Abruzzo, dopo l'annullamento della sentenza di condanna da parte della quinta sezione penale della Corte di Cassazione.

La sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Perugia

Ora la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Perugia, che ha assolto da ogni accusa i due originari di San Benedetto dei Marsi, che avevano dovuto rispondere all’accusa di abbandono di incapace con il decesso di Collinzio “come conseguenza di altro reato”.

Il precedente giudizio dell’Aquila

La Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila aveva per entrambi confermato la condanna a tre anni di reclusione. Poi la decisione definitiva è giunta da Perugia.

Le difese e la parte civile

I due sono stati difesi dagli avvocati Franco Colucci e Mario Flammini del foro di Avezzano. Parte civile l'avvocato Stefano Guanciale.