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di Redazione L'Aquila

SULMONA. Il Tribunale di Sulmona ha emesso una sentenza di condanna nei confronti della asl Avezzano Sulmona L'Aquila, stabilendo un risarcimento di 550mila euro per un tragico caso di malasanità.
I fatti del 2017
La vicenda riguarda una donna al nono mese di gravidanza che, avvertendo l'assenza di movimenti del feto, si era presentata al pronto soccorso dell'ospedale di Sulmona. Nonostante i controlli, la paziente era stata dimessa; tuttavia, un successivo esame programmato aveva confermato il decesso della piccola per asfissia dovuta a giri del cordone ombelicale.
La difesa
L’avvocato Catia Puglielli, che ha assistito i genitori, ha promosso un accertamento tecnico che ha evidenziato gravi mancanze nel monitoraggio cardiotocografico. Secondo il collegio peritale, i medici avrebbero dovuto disporre il ricovero immediato e un eventuale parto cesareo d’urgenza, manovre che avrebbero potuto salvare la neonata.
Il magistrato
Il giudice civile Irene Giamminonni ha respinto la linea difensiva dell’azienda sanitaria, che qualificava il decesso come evento acuto e imprevedibile, confermando invece la responsabilità sanitaria per la mancata diagnosi della sofferenza fetale.
La Asl
Oltre al risarcimento principale, l’ente pubblico dovrà farsi carico delle spese legali, chiudendo un iter giudiziario durato quasi un decennio per accertare la verità su una tragedia evitabile.