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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Alisya e Sarah, sorelline di 16 e 12 anni, originarie di Minturno, in provincia di Latina, scomparse dalla struttura di accoglienza di Civitella Alfedena domenica 7 giugno, hanno fatto perdere le loro tracce.
Il caso che ha portato la Procura della Repubblica di Sulmona all'apertura di un fascicolo per abbandono di minori sarebbe scaturito da un possibile allontanamento pianificato, mediante l'utilizzo di un codice concordato per le comunicazioni esterne con il telefono della struttura.
Traffico anomalo ad Alfedena: 300 veicoli nella notte della scomparsa
Nel ricostruire le dinamiche di quella notte tra il 6 e il 7 giugno, emerge un dato inquietante: nel solo borgo di Alfedena, centro vicino alla casa famiglia, sono stati registrati circa 300 passaggi di veicoli tra le 20 e le 8 del mattino.
A rivelarlo è il sindaco Luigi Milano, che ha confermato la massima collaborazione con gli investigatori. Il primo cittadino ha messo a disposizione tutte le informazioni ricavabili dal sistema di videosorveglianza comunale, dal monitoraggio del traffico e dalla lettura delle targhe.
Lacune nella videosorveglianza in struttura
L'attenzione delle forze dell'ordine si concentra ora sulle aree limitrofe alla struttura protetta. Dall'analisi dei dispositivi di controllo, è emerso che nell'area esatta dove sorge la casa famiglia a Civitella Alfedena non sarebbero presenti telecamere di videosorveglianza, un elemento che complica notevolmente la ricostruzione dei primi minuti della scomparsa.
Le ultime ore prima della sparizione
Le immagini risalenti allo scorso 6 giugno, riprese dal circuito di videosorveglianza di un bar, mostrano le sorelle trascorrere la serata in compagnia dei ragazzi della casa famiglia in cui vivono.
Secondo le ricostruzioni, le due giovani, sono rimaste all'interno del locale fino alle 23.30 quando le telecamere le hanno immortalate serenamente in compagnia del gruppo. Successivamente, le ragazze hanno fatto rientro nella struttura ospitante.
La scomparsa si è consumata in un arco temporale compreso tra le due e le cinque del mattino.Secondo quanto emerge dalle attività investigative dei Carabinieri, le ragazze avrebbero utilizzato il telefono della casa famiglia per mantenere contatti con l'esterno seguendo frasi concordate. Il sistema avrebbe permesso di pianificare la fuga in un orario compreso tra le due e le cinque del mattino.
L'affidamento
Le sorelle erano affidate alla struttura da tre anni, a seguito della separazione dei genitori. La situazione familiare e la sentenza del TribunaleIl padre delle ragazze, Stefano di Giacinto, aveva ottenuto la responsabilità genitoriale dal Tribunale di Cassino lo scorso 28 maggio.
Nonostante la delicatezza della situazione, fino a pochi giorni prima della scomparsa, le comunicazioni telefoniche tra le minori e la famiglia apparivano, secondo le testimonianze, tranquille e prive di segnali d'allarme.
Accuse contro la casa famiglia
La Procura di Sulmona sta gestendo, oltre alla denuncia di scomparsa, anche un esposto sporto contro la comunità educativa di Civitella Alfedena.
I legali del padre e della madre hanno espresso forti dubbi sull'operato dei responsabili della struttura, che avrebbero dovuto custodire e proteggere le minori. Attualmente, i gestori dell'ente di accoglienza risultano iscritti nel registro degli indagati.