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Pescina, assessore leghista parla di “mitragliatrice contro i facinorosi”: scoppia la polemica

Non chiede scusa ma insomma si giustifica passando al ”colorito”

Pescina, assessore leghista parla di “mitragliatrice contro i facinorosi”: scoppia la polemica
di Pino Veri
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PESCINA. Usiamo la mitragliatrice contro i facinorosi? Una osservazione che Guido Verrocchio assessore di Pescina e leghista definisce poi ”colorita”. Non chiede scusa ma insomma si giustifica passando al ”colorito”. Ecco quello che scriveva già ieri sulle critiche e contro di esse comparse sul web: «Negli ultimi tempi abbiamo assistito, stiamo assistendo a fatti molto gravi, di una violenza inaudita, che tendono a reiterarsi sistematicamente ad ogni occasione. Gli scontri violenti accaduti a Torino, Milano, Bologna, ci hanno proposto modelli che nulla hanno a che vedere con la libertà di manifestare il proprio pensiero in maniera democratica. Durante tali manifestazioni, in tanti hanno superato di gran lunga il limite, calpestando non solo il diritto di chi la pensa diversamente, ma ponendo in essere condotte di gravissimo rilievo penale».

Avverso tali comportamenti, non ho assistito ad alcuna levata di scudi, da parte di taluni ben pensanti, che però oggi, a pochi mesi dal voto per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Pescina, fanno caso ad una mia colorita esternazione che lascia il tempo che trova. Tra la gravità dei fatti richiamati, che andrebbero fermamente condannati senza sé e senza ma, e la mia esternazione, oggi qualcuno, provando a girare la frittata, vorrebbe demonizzare la mia espressione. Da uomo delle Istituzioni, concordo che bisogna abbassare i toni ed allo stesso tempo, mi congratulo, con chi non ha perso occasione per strumentalizzare quanto da me affermato. Riponendo la visuale del problema nella giusta angolazione, torno a ribadire, con un linguaggio più istituzionale che, per me, è doveroso arginare e condannare i veri violenti, quelli che in branco abbiamo visto prendere a calci e a sprangate agenti delle forze dell'ordine, dietro quelle divise ci sono padri di famiglia, figli, mariti, fratelli di qualcuno, non robots di acciaio, passati dall'essere offesi con il lancio di uova all'uso di fuochi d'artificio usati come veri e propri bazooka e che quindi, a mio personale parere, avrebbero potuto reagire invocando la legittima difesa. Scusarmi di cosa? Io ho invocato, forse si, con un termine un po' irruento, il ricorrere alla legittima difesa alla vista di un padre di famiglia offeso con mezzi che a mio, ripeto, parere, potrebbero essere letali, qui non si parla più di uova marce, arance o pomodori!!! Pertanto posso rivedere i termini ma non il concetto.  Inoltre sia ben chiaro che il mio sfogo invocativo è mirato solo ed esclusivamente alla degenerazione offensiva che potrebbe ricevere una difesa in misura pari o proporzionale ad essa e non ho fatto di tutta l'erba un fascio includendo i pacifici manifestanti, men che meno bandiere di partito, quindi mirato ad una manciata di individui che potremmo contare su una mano (fortunatamente). Concludo dicendo che io sono responsabile del mio concetto e non della libera interpretazione a senso unico di qualcuno o di, addirittura, interpretazioni un pochino forzatelle e strumentali ?!».