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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. «La mancata nomina del comandante della Polizia Municipale dell’Aquila in divisa e che non sia un impiegato amministrativo inadatto al ruolo, non è una semplice questione burocratica o un atto amministrativo che interessa soltanto gli addetti ai lavori. È una scelta che ha ricadute concrete e quotidiane sulla vita dei cittadini».
Lo affermano i consiglieri comunali dell'Aquila, Enrico Verini e Gianni Padovani, dopo che per l'ennesima volta il Tar ha annullato la nomina del comandante della polizia municipale.
«Troppo spesso, infatti, il dibattito pubblico tende a considerare la nomina del comandante come un tema tecnico, quasi interno all’organizzazione dell’ente - aggiungono Verini e Padovani -. La realtà è ben diversa: senza una guida stabile del Corpo di Polizia Municipale viene meno quella capacità di coordinamento, programmazione e controllo del territorio che è indispensabile per garantire il rispetto delle regole. Gli effetti sono ormai evidenti nella gestione della cosiddetta movida cittadina. Assistiamo a una progressiva perdita di controllo degli spazi pubblici: strade e piazze vengono occupate oltre i limiti autorizzati, con casi nei quali a fronte di concessioni per pochi tavolini si arriva a occupazioni ben più ampie; gli orari di chiusura dei locali vengono spesso disattesi; le prescrizioni sui limiti acustici vengono ignorate. L’ultimo episodio, avvenuto nel fine settimana scorso nella zona del Castello, è emblematico: musica protratta fino alle tre e mezza/quattro del mattino a livelli ampiamente superiori a quelli consentiti, con grave pregiudizio per il riposo dei residenti e per la qualità della vita di un’intera area della città».
Per Verini e Padovani «a questo si aggiungono situazioni di crescente disagio legate all’occupazione indiscriminata degli spazi pubblici, con strade e aree di passaggio rese difficilmente accessibili, fino a creare potenziali problemi anche per il transito dei mezzi di soccorso. Sia chiaro: nessuno vuole una città spenta. La vita notturna, gli eventi e le attività economiche sono una componente importante di una comunità dinamica. Ma una città equilibrata è quella nella quale i diritti convivono: il diritto degli esercenti a lavorare e quello dei cittadini a vivere, riposare e utilizzare gli spazi pubblici. Il problema non è la movida. Il problema è una movida senza regole. Questa situazione non nasce dal caso, ma da precise scelte politiche. La sensazione sempre più diffusa tra i cittadini è che questa amministrazione abbia scelto di privilegiare il consenso di una parte della città, quella legata alle attività della notte, trascurando le esigenze e i diritti di migliaia di residenti che chiedono semplicemente il rispetto delle regole. Amministrare significa assumersi la responsabilità di fare scelte anche quando non sono le più semplici o le più convenienti dal punto di vista elettorale. Significa tutelare l’interesse generale, non quello di una singola categoria».
I due consiglieri comunali concludono: «Per questo chiediamo nuovamente all’amministrazione comunale di procedere senza ulteriori ritardi alla nomina del comandante della Polizia Municipale e di restituire alla città un sistema efficace di controlli e di rispetto delle norme. Le regole approvate da un Comune non possono rimanere sulla carta. Devono valere per tutti».