Abruzzo Daily

Logo
Logo
Sul palco

L'Aquila, un concerto dell'Istituzione sinfonica abruzzese dal titolo "Musica e regime: l'Italia tra le due guerre"

Due gli appuntamenti: sabato 31 gennaio al Ridotto del Teatro del capoluogo abruzzese e domenica 1° febbraio al Teatro comunale di Atri

Marco Scolastra
Marco Scolastra
di Redazione L'Aquila
2 MINUTI DI LETTURA

L’AQUILA. Prosegue la 51ª Stagione dei Concerti dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, Isa, con un nuovo programma di forte valore storico e culturale, dedicato all’indagine dei rapporti tra musica e potere politico nel Novecento

L'evento

Il concerto, intitolato “Musica e regime: l’Italia tra le due guerre”, andrà in scena domani, sabato 31 gennaio alle ore 18 all'Aquila, al Ridotto del Teatro “Vittorio Antonellini”, e domenica 1° febbraio alle ore 17.30 ad Atri, al Teatro Comunale. Sul podio dell’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese salirà Marco Moresco, solista ospite il pianista Marco Scolastra.

La scelta del programma si colloca significativamente nel periodo caratterizzato dal Giorno della Memoria, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione sul rapporto tra produzione artistica, contesto storico e responsabilità culturale. La musica diventa così strumento di lettura consapevole di un’epoca segnata dall’affermazione dei totalitarismi e dalle conseguenze drammatiche che ne sono derivate, invitando a interrogarsi sul ruolo degli artisti e delle istituzioni culturali nei momenti di crisi.

Il progetto

Il programma è parte di un progetto pluriennale dell’ISA che, dopo un primo capitolo dedicato all’Unione Sovietica, concentra ora l’attenzione sull’Italia nel periodo tra le due guerre mondiali, durante il quale la musica fu spesso utilizzata come veicolo di rappresentazione identitaria e propaganda.

Al centro del concerto l’esperienza della “Generazione dell’Ottanta”, con Alfredo Casella e Ottorino Respighi, protagonisti di un tentativo di rinnovamento della musica italiana fondato sul recupero della tradizione strumentale del passato e sulla costruzione di uno stile nazionale moderno, in un rapporto complesso e non sempre lineare con il regime fascista.

Di Casella sarà eseguita Scarlattiana, Divertimento su temi di Domenico Scarlatti per pianoforte e trentadue strumenti op. 44, manifesto del neoclassicismo italiano per brillantezza formale e vivacità ritmica. Segue la Serenata per piccola orchestra di Respighi, pagina di rara esecuzione che mette in luce il raffinato talento timbrico del compositore.Il programma include inoltre la Ninna nanna atessana di Antonio Di Jorio, tratta da Abruzzo. Impressioni sinfoniche (1946) ed eseguita per gentile concessione dell’Archivio Di Jorio, nella persona del M° Concezio Leonzi, significativa testimonianza del dialogo tra musica colta e patrimonio folklorico regionale.

Chiude le serate il Concerto in mi bemolle maggiore “Dumbarton Oaks”, opera emblematica del neoclassicismo europeo, composta nel 1938 da Igor Stravinskij, punto di riferimento fondamentale per molti compositori italiani dell’epoca.