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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. In dirittura d’arrivo il progetto per gli interventi necessari per il ripristino della strada provinciale 63 "Simbruina", asse viario strategico tra Abruzzo e Lazio, chiuso da anni a causa di un esteso dissesto idrogeologico. La Provincia dell’Aquila, a seguito di una puntuale rilevazione dei dissesti e delle criticità della strada, ha dovuto prendere atto che l’intervento andava ben oltre le stime sommarie iniziali, per un investimento imponente da 7 milioni di euro, proporzionato alla complessità tecnica e alla rilevanza strategica dell’arteria. Pertanto, per giungere alla redazione del progetto, si è resa necessaria una spesa complessiva di 151.375 euro con l’affidamento dell’incarico alla società APM Engineering Srl e, per la relazione geologica e delle relative indagini geognostiche, alla Geomok Srl.
Il progetto
È inoltre in corso un ulteriore progetto che riguarda l'intera arteria stradale, per intervento pari a 10 milioni di euro. In questo caso la progettazione, per un importo complessivo di 463.873,60 euro, è stata affidata al raggruppamento temporaneo di professionisti Hypro Srl - Artec Associati Srl - Sipec Srl - Simone Giosuè Madeo.
Gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico lungo la provinciale 63 sono stati definiti sulla base di un quadro conoscitivo aggiornato e approfondito, costruito attraverso indagini geologiche, geognostiche e geofisiche, verifiche archeologiche, prove di laboratorio sui materiali, rilievi plano-altimetrici di dettaglio e analisi geomeccaniche dei versanti. Lungo l’intero tracciato sono previste in particolare perlustrazioni sistematiche e disgaggi controllati di massi instabili sui versanti montani, il rafforzamento corticale mediante posa di reti metalliche e reticoli di rinforzo in funi d’acciaio ad alta resistenza, l'installazione di barriere paramassi dimensionate in funzione delle traiettorie di caduta e dell’energia cinetica attesa, oltre a chiodature passive e consolidamento locale di ammassi rocciosi fratturati, pulizia, svuotamento e ripristino funzionale delle reti corticali già esistenti.
La Provincia ha quindi indetto e convocato la Conferenza dei servizi sul Progetto di fattibilità tecnico economica (Pfte), al fine di acquisire tutti i pareri e gli atti di assenso necessari in relazione ai vincoli presenti sull’area interessata dall’intervento. In particolare, sono richiesti il parere della Soprintendenza per gli aspetti archeologici e paesaggistici, il parere del Comune di Capistrello in merito alla conformità urbanistica e paesaggistica, il parere della Regione Abruzzo – Servizio Difesa del Suolo, quello dell’Autorità di Bacino (Unit of Management Liri Garigliano) per il rischio frana, nonché la valutazione di incidenza ambientale per le aree ricadenti nel Parco Regionale dei Monti Simbruini. Sono inoltre acquisiti i pareri dei gestori dei servizi e delle infrastrutture presenti lungo il tracciato, tra cui TIM, Open Fiber, Infratel, FiberCop, E-Distribuzione e Consorzio Acquedottistico Marsicano, per verificare eventuali interferenze con reti e fasce di rispetto.
Nel frattempo, l’Ente ha formalmente richiesto alla Regione Abruzzo il reinserimento del finanziamento nell’ambito della rimodulazione delle risorse Fsc 2021-27, per l’intero importo, aggiornato a 7.000.000 di euro.
«La Provincia dell’Aquila sta lavorando su questa vicenda da tempo per cercare una soluzione a una problematica complessa - commenta il presidente della Provincia Angelo Caruso -. Il progetto, articolato in più stralci funzionali, prevede un intervento immediato sulla porzione più critica della strada, situata a monte, interessata da un grave dissesto idrogeologico. Abbiamo sempre considerato la strada provinciale 63 una arteria a elevata valenza strategica sotto il profilo dei collegamenti tra Lazio e Abruzzo, oltre che sotto il profilo dell’attrattività turistica, in ragione dei paesaggi di particolare pregio che attraversa».