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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Oggi pomeriggio, 15 gennaio, alle ore 17.30 alla navata centrale di palazzo dell'Emiciclo, sede del Consiglio Regionale, nell'anno in cui L’Aquila è capitale italiana della Cultura, viene inaugurata la mostra personale di Rosario Genovese, artista catanese già docente all'Accademia di Belle Arti di Catania, dal titolo "Gemina's".
La mostra, curata dal professore Francesco Gallo Mazzeo si svolge sotto il patrocinio del Consiglio Regionale d’Abruzzo e del Comune dell’Aquila e con l’organizzazione dell’associazione Aicam (Associazione Italiana per L ’Arte e la Cultura nel Mondo), presieduta da Maura De Meo. Il direttore artistico è Giancarlo Ciccozzi. La mostra si può visitare fino al 2 febbraio.
In occasione dell’evento, la casa editrice Editoriale Agorà ha pubblicato il catalogo “Rosario Genovese- Gemina’s”, che viene abbinato al nuovo numero dell’omonima rivista culturale siciliana “Agorà”, distribuita in tutte le edicole e librerie della Sicilia. All’interno della rivista è presente un ampio articolo redatto da Grazia Nicotra, dal titolo “Nascita gemellare: un viaggio nello studio di Rosario Genovese verso la Capitale della cultura 2026”.
L'esposizione
L’esposizione a Palazzo dell’Emiciclo è concepita come un momento di dialogo visivo tra le opere e il fruitore, che si troverà difronte a una serie di dittici capaci di raccontare visivamente la nascita della sua opera duale. Si tratta di una grande installazione composta da dodici dittici con strutture portanti autonome, che dialogano tra loro come una porzione armonica d’universo proiettata sulla terra.
L’intera installazione rappresenta stelle e buchi neri binari, bianchi e neri. A tal proposito e doveroso un richiamo alle recenti teorie del fisico Carlo Rovelli, affini alla ricerca visiva di Rosario Genovese sui buchi neri binari, iniziata nel 2015. Tutte le opere esposte sono il risultato di una ricerca ispirata a questi fenomeni cosmici che nascono in coppia e condividono la propria esistenza. Nelle sue opere ha voluto cogliere questo aspetto gemellare, traducendolo materialmente e concettualmente in un’operazione visiva che, secondo la sua teoria, conduce l’osservatore verso un nuovo e diverso impatto emotivo.
In occasione del vernissage interviene il professore Francesco Gallo Mazzeo, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e critico d’arte, che offrirà una lettura critica del lavoro dell’artista e del suo originale dialogo tra linguaggio artistico e ricerca scientifica.
Rosario Genovese
Da oltre un decennio, Genovese sviluppa una ricerca visiva ispirata ai più avanzati studi della fisica contemporanea, in particolare alle teorie di Carlo Rovelli, traducendo i concetti di distruzione e rigenerazione della materia in opere pittoriche, fotografiche e installative. Al centro della mostra si trovano opere binarie e dittici, composti da due supporti gemelli che dialogano tra loro attraverso processi di ribaltamento, interscambio e intervento pittorico alternato, evocando la fusione di massa ed energia tipica dei sistemi stellari doppi.
Le opere
Le opere propongono una visione ambivalente e sinestetica, capace di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza percettiva ed emotiva, in cui il doppio non è mera ripetizione ma tensione, attrazione e contraddizione.
In occasione del vernissage interverrà il professore Francesco Gallo Mazzeo, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e critico d’arte, che offrirà una lettura critica del lavoro dell’artista e del suo originale dialogo tra linguaggio artistico e ricerca scientifica.
La mostra rappresenta un momento significativo nel panorama culturale del 2026 e conferma il ruolo dell’arte contemporanea come spazio di riflessione sui grandi temi dell’universo e della conoscenza.