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Terremoto

L’Aquila, Santangelo al convegno: “Welfare culturale per sostenere le comunità dopo il sisma”

Effetti post-traumatici per catastrofi naturali e belliche”: «Il sostegno alle comunità è la riposta all’idea che la riparazione della comunità avviene dal basso»

L’Aquila, Santangelo al convegno: “Welfare culturale per sostenere le comunità dopo il sisma”
di Redazione L'Aquila
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L’AQUILA. L’assessore regionale alla Cultura e Politiche sociali Roberto Santangelo ha preso parte questa mattina, 28 marzo, all’incontro "Comunità ferita. Effetti post-traumatici per catastrofi naturali e belliche”, organizzato dalla chiesa aquilana, in collaborazione con Caritas, Ufficio Diocesano per la Pastorale dell'Emergenza e la Scuola di Alta Formazione in Etica dell’Emergenza, che ha visto tra gli altri la partecipazione di figure di spicco del mondo ecclesiale e civile, tra cui il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della CEI, il Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo emerito dell'Aquila e ispiratore del percorso, rappresentanti della Protezione Civile, come l'avvocato Maurizio Scelli, e del mondo accademico e sanitario.

«Negli anni difficili del post terremoto, - ha esordito Santangelo - il lavoro fatto per L'Aquila ci ha insegnato che l'emergenza non finisce con la rimozione delle macerie e che i nostri enti locali, nonché la Regione, sono chiamati a essere garanti di una ‘prossimità istituzionale».

Nel suo intervento l’Assessore ha tracciato il proprio impegno contro lo spopolamento dei nostri territori, volto a dare agli abitanti un motivo per restare e ai turisti un motivo per tornare. «Sono convinto - ha continuato - che partecipare a un concerto o visitare una mostra abbia un impatto diretto sulla salute mentale e sul benessere. Lo chiamo 'welfare culturale’ e per questo investiamo risorse per eventi e festival anche nei piccoli comuni del cratere; consideriamo biblioteche e i musei luoghi di aggregazione sociale e di alta valorizzazione culturale. E - ha concluso - per rendere la storia locale accessibile a tutti, specialmente alle nuove generazioni, che quel terremoto lo hanno vissuto da bambini o non lo hanno vissuto affatto, investiamo sulla digitalizzazione del patrimonio. Il sostegno alle comunità è la riposta all’idea che la "riparazione della comunità" avviene dal basso»