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La denuncia

L'Aquila, Pezzopane su Ipm: «Dalla Commissione una conferma allarmante. Carenze gravissime, necessarie soluzioni urgenti»

L'esponente del Pd evidenzia problematiche gravi e gli spazi inadeguati per attività sportive e sociali dei giovani detenuti

Stefania Pezzopane
Stefania Pezzopane
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. «Quanto emerso oggi, giovedì 14 maggio, nel corso della terza Commissione consiliare dedicata all’Istituto penale per i minorenni dell’Aquila conferma pienamente le preoccupazioni che avevamo sollevato nei mesi scorsi».

Lo dichiara Stefania Pezzopane al termine della seduta in cui sono stati ascoltati i rappresentanti sindacali, tra cui il segretario nazionale Fsa Cnpp-Spp Mauro Nardella, Luca Fusari e Beniamino Salvi della Cgil, oltre a Di Berardino dello Snappe.

«Nel corso della Commissione – spiega Pezzopane – il segretario nazionale Fsa Cnpp-Spp Mauro Nardella, intervenuto da remoto, ha trasmesso una nota al presidente Fabio Frullo nella quale vengono descritte criticità pesantissime che riguardano sicurezza, organici e strumenti trattamentali all’interno dell’Ipm. Nella nota si evidenzia come il carcere minorile sia stato aperto ‘con un’innaturale fretta’ e come il sindacato avesse denunciato criticità strutturali e carenze di personale ancora prima dell’apertura della struttura. Vengono inoltre ricordati i numerosi episodi avvenuti in questi mesi: aggressioni agli agenti, rivolte con devastazioni delle sezioni e gravi episodi di autolesionismo da parte dei minori detenuti».

«Particolarmente allarmante - prosegue - è il dato sugli organici, riportato nella relazione consegnata e confermato da tutti i rappresentanti sindacali intervenuti in Commissione: attualmente opererebbero nell’istituto soltanto 20 agenti e un solo ispettore, numeri definiti dagli stessi sindacati largamente insufficienti rispetto alle necessità della struttura. Dagli interventi dei sindacati emerge inoltre la quasi totale assenza di strumenti trattamentali fondamentali per garantire istruzione, lavoro, attività educative e percorsi di recupero, elementi previsti dall’ordinamento penitenziario e indispensabili per evitare che il disagio continui a trasformarsi in tensioni ed episodi estremi. È emerso inoltre un dato gravissimo: il Documento di valutazione dei rischi (DVR) è stato approvato soltanto nel mese di aprile, circostanza che avevo già denunciato nel corso di una seduta del Consiglio comunale, richiamando l’attenzione sulla mancanza di questa fondamentale certificazione di sicurezza nonostante la struttura fosse operativa già dall’agosto dello scorso anno. Così come appare inaccettabile che solo ora siano partiti i lavori per il campetto sportivo, lasciando per mesi i giovani detenuti senza adeguati spazi per attività sportive e sociali. Le carenze di personale sono gravissime e il Ministero continua a non dare risposte. Tutto questo rischia di tradursi in condizioni disumane, sia per i ragazzi detenuti sia per gli operatori che lavorano quotidianamente nella struttura».

Per la Pezzopane è «ancora più incomprensibile appare oggi la bocciatura dell’ordine del giorno, avvenuta il 9 febbraio, che avevo presentato insieme a tutte le opposizioni per chiedere interventi urgenti sull’Ipm. Gli stessi sindacati, nel corso della Commissione, hanno chiesto al Comune di farsi parte attiva nei confronti del Governo affinché arrivino finalmente risposte concrete. Era esattamente ciò che chiedevamo allora. Per questa ragione ripresenteremo l’ordine del giorno e, insieme alla consigliera Simona Giannangeli e al consigliere Paolo Romano, abbiamo chiesto e ottenuto l’istituzione di una sub commissione che possa interloquire direttamente con il Governo e con la direzione dell’IPM, affinché si passi finalmente dalle parole ai fatti. Ci è sembrato inoltre di cogliere, da parte delle assessore comunali Lancia e Tursini e del presidente Frullo, una maggiore attenzione rispetto alla grave sottovalutazione con cui finora questa vicenda è stata affrontata dalla giunta e dalla maggioranza».

Conclude Stefania Pezzopane: «Continueremo a insistere perché questa emergenza non venga più sottovalutata. Servono immediatamente personale stabile, educatori, supporto psicologico, sicurezza e strumenti adeguati per il recupero dei minori. L’Ipm dell’Aquila non può continuare a vivere in una situazione emergenziale permanente. Ogni incidente e ogni fatto eclatante sono purtroppo riconducibili a queste carenze e non si può più far finta di nulla».