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La decisione

Famiglia nel bosco, respinto il ricorso dei Trevallion: i figli restano in casa famiglia

E lo psichiatra Cantelmi conferma la controperizia nonostante l'addio dei legali

Famiglia nel bosco, respinto il ricorso dei Trevallion: i figli restano in casa famiglia
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila, ieri 12 maggio, ha respinto il ricorso della coppia anglo-australiana a L'Aquila, confermando l'ordinanza del 6 marzo, poiché i giudici hanno ritenuto necessario mantenere l'allontanamento della madre dalla struttura protetta dove i suoi tre figli sono ospitati da oltre sei mesi.

Il reclamo

Iil collegio giudicante, chiamato a esprimersi dalla Corte d'Appello, ha rigettato l'istanza su tutti i punti presentati dai legali.

Il reclamo, precedentemente ritenuto 'improcedibile', è stato ora analizzato nel merito, portando alla conferma definitiva dell'allontanamento della donna dalla casa famiglia. La sentenza stabilisce un punto fermo in una vicenda giudiziaria complessa che vede coinvolti tre minori e il loro percorso di tutela.

La priorità: il benessere dei minori

La vicenda della famiglia del bosco continua a far discutere l'opinione pubblica. Nonostante i tentativi della difesa di contestare l'ordinanza dello scorso marzo, i magistrati de L'Aquila hanno ribadito che la priorità assoluta resta il benessere dei bambini.

Al momento, la madre non potrà fare rientro nella struttura, mentre si attendono le prossime mosse degli avvocati della famiglia, che potrebbero impugnare ulteriormente il provvedimento per cercare un ricongiungimento all'interno del percorso assistenziale dei servizi sociali.

Rinuncia dei legali e team tecnico al lavoro

Nonostante la recente rinuncia all'incarico da parte dei due legali storici, Marco Femminella e Danila Solinas, lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia neorurale di Palmoli, ha dichiarato che il team tecnico completerà la controperizia.

La decisione dello psichiatra giunge in un momento cruciale del procedimento al Tribunale per i minorenni dell'Aquila, dove si discute l'idoneità genitoriale dei coniugi, con l'obiettivo di smontare le conclusioni depositate a fine aprile dalla consulente tecnica d'ufficio, la dottoressa Simona Ceccoli

Tonino Cantelmi ha ribadito la volontà di proseguire il lavoro di analisi psichiatrica per fornire una visione alternativa a quella del Tribunale, giudicando l'operato della CTU inadeguato a valutare correttamente le dinamiche del nucleo familiare. Secondo quanto affermato dal perito, la relazione della dottoressa Cecoli presenterebbe gravi lacune che ne inficerebbero la validità scientifica.

Cantelmi, già lo scorso 28 aprile, aveva utilizzato toni estremamente duri nei confronti del documento, definendolo "logorroico quanto inconsistente". Le critiche si estendono alla bibliografia, considerata obsoleta e "ferma al secolo scorso", e alla presenza di errori metodologici macroscopici.

La controperizia si pone dunque come l'ultimo baluardo tecnico per i coniugi coinvolti nel caso, puntando a dimostrare nel merito l'infondatezza delle valutazioni che mettono in dubbio la loro capacità di cura. Nonostante il terremoto giudiziario causato dall'uscita di scena degli avvocati Femminella e Solinas, la battaglia sulla capacità genitoriale resta aperta sul fronte dei consulenti psichiatrici.