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L'operazione

L'Aquila, otto incendi al Progetto Case di Bazzano: arrestato il presunto piromane, è un 24enne - «Rischiata la tragedia»

È ritenuto il responsabile dei roghi che hanno creato forte allarme sociale: la ricostruzione della polizia

Da sinistra il capo della squadra mobile Roberta Cicchetti e l'ispettore Piergiorgio Del Giudici
Da sinistra il capo della squadra mobile Roberta Cicchetti e l'ispettore Piergiorgio Del Giudici
di Redazione L'Aquila
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L'AQUIILA. La Polizia dell'Aquila ha fermato l'autore degli incedi al Progetto Case di Bazzano, frazione dell'Aquila. Si tratta di un 24enne, prima denunciato a piede libero, ora posto agli arresti domiciliari con il braccetto elettronico, perché c'è pericolo di reiterazione del reato.

Oggi, 20 gennaio, il Capo della squadra mobile dell'Aquila, Roberta Cicchetti e l'ispettore Piergiorgio Del Giudici hanno tenuto una conferenza stampa, per illustrare i dettagli dell'arresto.

Le indagini

«In tempi molto rapidi abbiamo cercato di risolvere il caso - ha detto Cicchetti - perché i roghi, tutti dolosi, avevano creato allarme sociale nella cittadinanza specialmente di chi abitava nei Progetti Case di Bazzano. C'è stato rischio della tragedia, visto che in alcuni appartamenti erano depositati anche delle bombole di ossigeno e di gas».

Otto gli episodi incendiari, tutti di natura dolosa, verificatesi tra luglio e novembre 2025, ai danni di immobili del Progetto Case di Bazzano di proprietà del Comune. A seguito di serrate indagini, condotte dalla Squadra Mobile dell'Aquila - Seconda sezione, con il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo abruzzese, è stata data esecuzione all'ordinanza con la quale il Gip dell'Aquila, ha applicato all'autore, un aquilano nato nel 2002, con pregiudizi di polizia per reati contro la persona, tra cui rissa, la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Le indagini hanno permesso di accettare che gli 8 incendi dolosi riconducibili all'uomo avevano riguardato complessivamente 14 edifici, alcuni dei quali prospicenti a vie aperte al transito, facenti parte di due complessi edilizi del Progetto Case di Bazzano, siti in via Fabrizio de Andrè ai civici 12 e 14 di proprietà del Comune e attualmente disabitati nonché sterpaglie insistenti nell'immediato perimetro di uno degli alloggi, un boschetto sito nelle vicinanze del campo di calcetto posto nei pressi di uno degli stabili e cassonetti antistanti alcuni appartamenti del complesso.

Inoltre l'uomo si è reso autore dell'incendio dell'ingresso della tensostruttura della Protezione civile e dell'autovettura di un inquilino di uno degli appartamenti attualmente abitato lo scorso 11 novembre.

Gli incendi, sempre di apprezzabili proporzioni e caratterizzati dalla sviluppo di enormi colonne di fumo, oltre che di alte fiamme, sono stati domati solo grazie agli interventi, spesso prolungatisi per svariate ore, dai Vigili del Fuoco e hanno interessato edifici dove solitamente, trovano rifugio soggetti senza fissa dimora e, solo per caso, non hanno avuto conseguenze peggiori, anche tenuto conto del fatto, che in più di un appartamento avvolto dalle fiamme si è riscontata la presenza di alcune bombole di ossigeno cariche e di una bombola di Gpl carica. In alcune circostanze si è accertato che erano stati posizionati dei mobili accanto alle finestre della abitazioni colpite che ne impedivano l'apertura dall'esterno.

All'esito dei diversi episodi incendiari, che hanno tenuto in costante ansia, gli abitanti degli edifici limitrofi, l'edificio sito in via Fabrizio de André 12, è risultato totalmente inagibile, mentre quello al civico 14 gravemente danneggiato.

«Abbiamo pensato molto all'incolumità delle persone - ha dichiarato l'ispettore Piergiorgio Del Giudici - perché il rogo accesso ai cassonetti sotto le abitazioni poteva arrivare ai fili della corrente elettrica e far divampare l'incendio negli appartamenti. Inoltre è stata colpita anche la tensostruttura della Protezione civile che era il punto di riferimento dei residenti dei vari Progetto Case».

L'assessore comunale dell'Aquila Vito Colonna

Alla conferenza stampa è stato presente anche l'assessore comunale Vito Colonna: «Sono venuto per fare i complimenti per l'attività svolta dalla Polizia di Stato che sono riusciti a prendere il presunto autore di questi fatti incendiari. Le piastre 12 e 14 erano già disabitate già da tempo, perché sono destinate alla Scuola del servizio civile universale e quindi a breve verranno abbattute. Gli incendi ci hanno fatto perdere molto tempo, perché con gli incendi è diventato tutto rifiuto speciale e quindi sono aumentati i costi per lo smaltimento. Comunque verso marzo-aprile queste piastre verranno abbattute e verrà riqualificata l'area, anche la tensostruttura realizzando una casa migliore più strutturale, per l'opportunità ai residenti di avere un buon punto di incontro».